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FFS: problemi a sistemi controllo marcia treni

La stazione di Losanna KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 gennaio 2020 - 12:27
(Keystone-ATS)

L'ultima versione del sistema di controllo della marcia dei treni rallenta l'entrata dei convogli nelle stazioni fino a 20 secondi. Anche se finora le coincidenze hanno potuto essere garantiti, ora le FFS ammettono di aver sottovalutato il problema.

Con il nuovo dispositivo, un treno può viaggiare al massimo a 15 km/h davanti ai segnali, invece che a 40 km/h o più come accadeva prima. Se il macchinista supera anche di poco i 15 km/h, si attiva automaticamente la frenata d'emergenza, indica il Sindacato svizzero dei macchinisti e aspiranti (VSLF) in un nota pubblicata sul suo sito.

Dato che la frenata d'emergenza mette in pericolo i passeggeri spesso già in piedi nei treni in arrivo, i macchinisti rallentano il più presto possibile per motivi di sicurezza. Per questo motivo il sindacato teme che gli arrivi più lenti possano avere un "serio impatto" sulla puntualità dei treni.

Il tema trova spazio oggi nei giornali del gruppo TX (ex Tamedia). Interpellato in merito dall'agenzia Keystone-ATS, il portavoce delle FFS Martin Meier, ha confermato che l'introduzione del nuovo sistema "non è stata ottimale". Le FFS hanno sottovalutato il rallentamento dei veicoli in esercizio reale.

L'azienda, ha aggiunto, prende molto sul serio le incertezze e le domande del personale che opera nella locomotiva, tanto che assieme ai macchinisti sta cercando di risolvere il problema.

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