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Potrebbe fare scuola anche sull'asse del San Gottardo il caso Crossrail, la società ferroviaria di trasporto merci accusata di assumere a Briga (VS) macchinisti frontalieri italiani a salari inferiori di un terzo a quelli in uso in Svizzera. Con l'apertura del tunnel di base, prevista per la fine del 2016, "dobbiamo prepararci alla moltiplicazione di simili esempi", avverte Nicolas Perrin, "patron" di FFS Cargo, in una intervista pubblicata oggi dai giornali romandi "24 Heures" e "Tribune de Genève".

Il caso Crossrail è stato denunciato lo scorso primo aprile dal sindacato del personale dei trasporti SEV: l'azienda intenderebbe trasferire nell'Alto Vallese personale dalla sua filiale Crossrail Italy Srl, con sede a Domodossola, a salari "scandalosi" di 3'100 franchi al mese durante la formazione e di 3'350 franchi in seguito, mentre presso le FFS la paga iniziale di un macchinista è di 5'358 franchi e quella versata da BLS di 5'780 franchi. Sulla "Basler Zeitung" di oggi, il Ceo di Crossrail Jeroen Le Jeune parla invece di un salario netto di circa 4000 franchi.

L'apertura della galleria di base del San Gottardo porterà certo molti vantaggi ma - rileva Perrin - "consentirà a un macchinista di attraversare tutta la Svizzera in una sola giornata di lavoro (...). Il nostro obiettivo è di lavorare con personale svizzero. Nulla impedirà per contro ai nostri concorrenti di impiegare soltanto macchinisti tedeschi e italiani".

Perrin assicura che l'azienda da lui diretta dall'aprile 2008 rispetterà il contratto collettivo delle FFS: "Dobbiamo avere personale ben formato per offrire un servizio di qualità ai nostri clienti".

Chiede l'intervistatore: "Non è pericoloso per l'insieme degli utenti della ferrovia avere alla testa di pesanti convogli merci macchinisti sottopagati?" Risposta del Ceo di FFS Cargo: "Non spetta a me giudicare le pratiche della concorrenza. Deve porre la domanda all'Ufficio federale dei trasporti che assegna i permessi di piloti di locomotiva".

Per quanto riguarda il futuro di FFS Cargo, Perrin giudica il potenziale di sviluppo "rilevante nella Svizzera romanda e in Ticino". Egli non teme strozzature a sud dopo l'apertura della galleria di base del San Gottardo: le autorità italiane prevedono lavori, finanziati in parte dalla Svizzera, per aumentare le capacità a partire dal Ticino. "I miei timori - afferma Perrin - riguardano oggi soprattutto gli sbocchi per i nostri treni in Germania. I lavori per ammodernare l'asse tra Basilea e Karlsruhe sono in ritardo".

SDA-ATS