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Il 26 febbraio 2016 la Fifa avrà un nuovo presidente, che non sarà Joseph Blatter. Il comitato esecutivo della Federazione mondiale di calcio ha infatti fissato oggi la data per il congresso elettivo e Blatter ha detto che non si candiderà alla propria successione.

Per la sua prima conferenza stampa dall'annuncio dell'addio, Blatter è stato accolto da un individuo (che poi si rivelerà essere l'attore britannico Simon Brodkin) che gli ha lanciato una pioggia di falsi dollari. Il presidente è uscito qualche minuto per poi ritornare nella sala ripulita e gremita. "La Fifa avrà un nuovo presidente il 26 febbraio. Non sono candidato", ha detto Blatter, il quale pensa ad una riconversione nel giornalismo radiofonico "da commentatore di geopolitica".

La successione a Blatter è quindi aperta, e chi volesse farsi avanti per prenderne il posto ha tempo fino al 26 ottobre per presentare ufficialmente la propria candidatura, con il sostegno scritto di almeno cinque federazioni. Il grande favorito per la poltrona presidenziale è Michel Platini, sempre che si presenti.

In questi giorni il presidente dell'Uefa ha ricevuto segnali incoraggianti, come confermato a Zurigo dal suo portavoce, Pedro Proena: "Michel Platini è rimasto impressionato e colpito dal sostegno di importanti rappresentanti del mondo del calcio. Ma non ha ancora preso una decisione: la comunicherà nelle prossime settimane".

L'ex fuoriclasse della Juve avrebbe ricevuto il sostegno dell'Asia, della Concacaf e del Sudamerica, oltre ovviamente che dell'Uefa. "Parlerà con altri rappresentanti del calcio mondiale a San Pietroburgo, dove si terrà (il 25 luglio, ndr) il sorteggio delle qualificazioni per il Mondiale 2018", ha aggiunto Proena.

Successivamente si è fatto vivo lo stesso Platini, per dire che "ora per le elezioni abbiamo una data precisa, che ci consente di guardare avanti per una nuova leadership che sicuramente porterà con sé nuove idee e nuove soluzioni. È un momento emozionante per la Fifa, perché siamo in grado di lavorare insieme, per migliorare e ristrutturare il sistema, per il bene del gioco. Ora abbiamo bisogno di riformare subito la Fifa, e di fare in modo che le riforme indicate oggi siano affrontate in maniera rapida ed efficace".

Aspettando 'Roi Michel', avevano già espresso interesse per la presidenza Fifa il principe Ali di Giordania, sfidante sconfitto da Blatter il 29 maggio, e Zico, mentre Diego Maradona, che oggi su Facebook ha preso in giro Blatter ("io lo dicevo da 20 anni", ha scritto pubblicando anche la foto della pioggia di banconote false sul dirigente) aveva fatto sapere settimane fa di essere interessato a un posto da vicepresidente.

Intanto Blatter ha provato a spiegare la sua decisione di lasciare: "L'ho fatto pensando unicamente al bene della Fifa - ha detto -. Mi sono reso conto che vi era troppa pressione sulla Fifa, da parte delle autorità giudiziarie, politiche e dei media. Era necessario alleggerirla e per questo ho buttato la palla in fallo laterale. Ma non sono stato travolto dallo tsunami. Sono sempre vivo!".

Prima del fatidico 26 febbraio 2016, Blatter vuole varare alcune riforme "essenziali per rivalutare l'immagine ed il futuro della Fifa". Così l'Esecutivo ha deciso la costituzione di una task force, composta da un presidente indipendente (si fa il nome di Kofi Annan, anche se il diretto interessato smentisce), due membri di Uefa, Africa, Concacaf ed Asia e uno di Oceania e Sudamerica.

Questo gruppo dovrà in particolare esaminare un sistema di 'controllo dell'integrità' dei membri del comitato esecutivo, una limitazione a tre mandati di quattro anni - "non solo per il presidente ma anche per i membri dell'esecutivo", ha precisato Blatter - e anche fare in modo che le decisioni adottate dalla Fifa vengano messe in atto correttamente da ogni federazione.

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SDA-ATS