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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato un'indagine penale nei riguardi del presidente della FIFA, Sepp Blatter, sospettato di amministrazione infedele e sussidiariamente di appropriazione indebita.

L'indagine è stata aperta ieri, indica un comunicato odierno della Procura federale. Il MPC sospetta il numero uno della FIFA di aver firmato con la Federazione caraibica di calcio, di cui era presidente Jack Warner, un contratto a sfavore della stessa FIFA. Su Blatter grava inoltre il sospetto che nell'applicazione del contratto egli abbia agito in maniera contraria agli interessi della Federazione mondiale di calcio che presiede, in violazione dei suoi doveri di gestione.

Blatter si vede pure contestato il pagamento indebito di due milioni di franchi in favore di Michele Platini, presidente dell'UEFA, l'Unione delle associazioni europee di calcio, a pregiudizio della FIFA, per pretesi lavori compiuti tra gennaio 1999 e giugno 2002. Il pagamento è diventato esecutivo nel febbraio 2011.

Nella giornata di oggi Blatter è stata sentito dagli inquirenti in veste di imputato, mentre Platini è stato ascoltato in qualità di persona informata sui fatti (art. 178 del Codice di procedimento penale). Sempre oggi il MPC ha effettuato una perquisizione nella sede della FIFA a Zurigo, con l'ausilio della Polizia giudiziaria federale. Diversi documenti sono stati sequestrati.

FIFA: "continueremo a collaborare con la giustizia"

"Continueremo a collaborare con la giustizia svizzera". Così la FIFA commenta gli ultimi sviluppi dell'indagine condotta dalle autorità elvetiche sulle presunte manovre illecite dei vertici della Federazione internazionale.

"Dal 27 maggio 2015 la FIFA ha collaborato con il Ministero pubblico della Confederazione e ha rispettato tutte le richieste di documenti, dati e altre informazioni. Continueremo su questo livello di collaborazione durante tutta l'inchiesta", si legge in una nota della stessa Fifa.

"Oggi, presso la casa della Fifa, i rappresentanti della procura federale hanno condotto interrogatori e hanno raccolto documenti ai fini delle loro indagini. La Fifa, nell'ambito di tale collaborazione, ha agevolato queste audizioni", sottolinea la federazione internazionale, prima di ricordare che "c'è un'inchiesta in corso" e che per questo "non faremo ulteriori commenti".

La vicenda dei diritti televisivi

L'apertura di un'inchiesta penale nei confronti del numero Uno della Fifa Joseph Blatter fa seguito a quella avviata in Svizzera sull'assegnazione dei prossimi Mondiali di calcio in Russia e in Qatar.

Secondo quanto riferito lo scorso 11 settembre dalla trasmissione della TV svizzerotedesca SRF "10vor10", Blatter avrebbe ceduto nel 2005 diritti televisivi per 600'000 dollari al presidente della Confederazione di football dell'America del Nord, dell'America centrale e dei Caraibi (Concacaf) Jack Warner.

Si tratterebbe di un prezzo al di sotto del valore di mercato. Stando al contratto di vendita che è stato mostrato in televisione, i diritti tv per la Coppa del mondo di calcio del 2010 in Sudafrica sono stati ceduti per 250'000 dollari, mentre quelli per i mondiali dello scorso anno in Brasile per 350'000 dollari a Warner, che all'epoca della transazione era, oltre che presidente della Concacaf, anche vicepresidente della FIFA.

Il contratto è stato firmato il 12 settembre 2005 unicamente da Blatter per la FIFA e da Warner per la Concacaf. L'ammontare riscosso per i diritti televisivi è stato considerato decisamente troppo basso dagli esperti: circa il 5% del reale valore di mercato, secondo "New FIFA Now", un movimento che chiede più trasparenza in seno all'associazione sportiva.

Inchiesta FIFA ancora lunga

A metà mese il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber in una conferenza stampa congiunta con la ministra di giustizia americana Loretta Lynch, aveva anticipato che le indagini aperte in Svizzera saranno ancora lunghe e che ci vorrà più tempo dei consueti 90 minuti di una partita di calcio, invitando ad avere pazienza. Ci sono infatti da analizzare - aveva detto - una montagna di documenti, ben 11 terabyte di dati.

Si tratta in buona parte di documenti e dati informatici sequestrati alla sede della FIFA a Zurigo il 27 maggio scorso, giorno in cui, su richiesta americana, erano stati arrestati in un albergo di lusso nella città sulla Limmat sette dirigenti della Fifa e di organizzazioni affiliate, accusati negli USA di corruzione e altri reati. A questi documenti vanno aggiunte le carte sequestrate oggi sempre nella sede della FIFA.

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SDA-ATS