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Il capo della polizia di Manila Oscar Albayalde

KEYSTONE/AP/BULLIT MARQUEZ

(sda-ats)

L'uomo che ha assaltato il Resorts World di Manila giovedì sera, uccidendo 38 persone, è un filippino che si era indebitato con il gioco d'azzardo.

Lo ha annunciato oggi la polizia filippina, aggiungendo che l'identità dell'uomo - Jessie Carlos - è stata confermata dai suoi familiari.

"E' la conferma che non si è trattato di un atto terroristico", ha detto il capo della polizia di Manila, Oscar Albayalde, spiegando che Carlos era sposato con tre figli, ed era un ex impiegato del ministero delle Finanze con un debito di oltre 80 mila dollari.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche la madre di Carlos, che si è scusata per il figlio. "Non possiamo accettare che mio figlio sia diventato così, era molto gentile. Il messaggio alla gente è che non dovrebbero sviluppare dipendenza dal gioco d'azzardo, così le loro famiglie non saranno distrutte", ha detto la donna piangendo.

Secondo la polizia, la dipendenza di Carlos dal gioco andava avanti da anni e lo aveva portato a vendere beni della famiglia, tanto che questa aveva chiesto ai casinò della capitale filippina di vietargli l'ingresso lo scorso 3 aprile.

Durante l'attacco, nonostante fosse armato con un fucile d'assalto M4 con 90 proiettili, Carlos ha sparato solo colpi in aria e contro macchine da gioco. Le fiamme da lui appiccate a diversi tavoli verdi hanno però sprigionato il fumo che ha causato il soffocamento delle 37 vittime nella calca.

Carlos, dopo aver rubato fiches per un valore di due milioni di euro, si è poi dato fuoco in una stanza dell'hotel annesso. L'Isis aveva rivendicato l'attacco tramite la sua agenzia di stampa. La polizia, tuttavia, aveva sempre ribadito l'ipotesi della rapina da parte di un folle.

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SDA-ATS