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Festività natalizie insanguinate in due villaggi del sud delle Filippine, dove i guerriglieri del Bangsamoro Islamic Freedon Fighter hanno attaccato dei contadini cristiani che lavoravano nei campi e alcuni fedeli che erano in una chiesetta per celebrare il Natale.

Nel primo caso gli uccisi sono stati sette, nel secondo due.

L'esercito, che era già in preallerta ed aveva invitato i civili a restare nelle loro case per non correre inutili rischi, è intervenuto in forze ed è riuscito a costringere i miliziani islamici a ritirarsi: secondo le autorità locali gli attaccanti erano circa 200, tra loro almeno quattro sono stati uccisi dai soldati.

L'organizzazione islamica Bangsamoro Islamic Freedom Fighter - che vuole la creazione di uno Stato musulmano - si oppone agli accordi di pace firmati nel 2014 tra il principale gruppo ribelle delle Filippine (il Fronte di liberazione Moro, Milf) e il governo di Manila.

Secondo la capo-negoziatrice dell'esecutivo con il Milf, Miriam Coronell-Ferrer, i sette agricoltori sono stati ammazzati a sangue freddo da distanza ravvicinata mentre gli altri due cristiani sono morti quando i miliziani hanno lanciato una bomba a mano contro la chiesetta dove si stava festeggiando il Natale.

Le Filippine sono un Paese a stragrande maggioranza cattolico dove i musulmani sono una piccola minoranza. I 'Combattenti per la libertà del Bangsamoro islamico' sono entrati in contrasto con il Milf nel 2011 e hanno proprio rotto qualsiasi rapporto con l'organizzazione dopo l'intesa di pace di questi ultimi con il governo nel 2014, un'intesa che ha posto fine a un conflitto che durava da 45 anni con i ribelli musulmani. In cambio della fine delle violenze, i guerriglieri del Milf hanno ottenuto una limitata autonomia che però i miliziani del Bangsamoro ritengono insufficiente.

Proprio oggi il Papa, ricordando il martirio di Santo Stefano, ha invitato via Twitter a pregare "per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti".

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SDA-ATS