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MANILA - Presa di ostaggi a Manila, dove un ex ispettore di polizia ha sequestrato un bus turistico con 24 persone a bordo, liberandone otto nel corso della mattinata.
Le altre 16 persone sul mezzo, 15 turisti cinesi di Hong Kong e l'autista filippino, rimangono nelle mani dell'ex agente, Rolando Mendoza, che stamani, armato con un fucile mitragliatore M-16, ha sequestrato il bus in un parcheggio della città. Le teste di cuoio filippine sono state dispiegate nell'area, ma al momento si esclude un blitz.
"Un grande errore per correggere una grande decisione sbagliata", ha scritto l'uomo su un foglio attaccato su vetri del bus. Mendoza, riferiscono i media filippini, è un agente pluridecorato della polizia della capitale. È stato licenziato lo scorso anno dopo accuse di estorsione, furto, lesioni personali e minacce. Secondo i media locali, avrebbe chiesto, sempre con l'ausilio dei biglietti, di essere reintegrato.
L'ultimatum fissato per un "grande accordo" dallo stesso Mendoza è scaduto alle 9 ora svizzera, le tre del pomeriggio locali. Sul posto sono arrivati la moglie ed il fratello del sequestratore, anch'egli un agente, che sta facendo da tramite nei negoziati con le forze dell'ordine.
Al momento, gli ostaggi "stanno tutti bene", ha detto il responsabile della polizia regionale, Leocadio Santiago, precisando che l'ultimo degli ostaggi liberati è un fotografo filippino di 19 anni.
Nel 2007, il direttore di un asilo tenne con il fiato sospeso il Paese sequestrando 32 bambini e due insegnanti su uno scuolabus: una vicenda risoltasi dopo diverse ore con la liberazione di tutti gli ostaggi.

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SDA-ATS