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Militari filippini impegnati nella caccia agli islamisti

Keystone/EPA/FRANCIS R. MALASIG

(sda-ats)

I corpi di 19 civili uccisi dai militanti islamici che martedì hanno assaltato la città filippina di Marawi sono stati ritrovati dai militari, tuttora impegnati nella battaglia per liberare la città nell'isola meridionale di Mindanao.

Lo ha riferito oggi il portavoce dell'esercito Restituto Padilla, aggiornando il bilancio ufficiale dei combattimenti ad almeno 85 morti, tra cui 51 militanti.

I corpi sono stati ritrovati in due posti diversi. Otto di essi - tra cui tre donne e un bambino - erano stati abbandonati in una strada vicino all'università statale della città, tra i siti attaccati dai jihadisti affiliati all'Isis. I cadaveri di altri otto uomini erano stati gettati da un dirupo dopo essere stati uccisi con dei proiettili, nel vicino villaggio di Emi.

La città di Marawi conta 200 mila abitanti in maggioranza musulmani, gran parte dei quali hanno lasciato le proprie case in seguito all'attacco dei guerriglieri dei gruppi Maute e Abu Sayyaf avvenuto in risposta a un blitz fallito dell'esercito per catturare un loro comandante.

Il presidente Rodrigo Duterte ha proclamato la legge marziale in tutta Mindanao, che si estende su circa un terzo del Paese.

SDA-ATS

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