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Due canadesi, un norvegese ed una donna filippina, da sette mesi nelle mani dei miliziani di Abu Sayyaf, rischiano di essere uccisi domani dai jihadisti filippini.

Lo hanno promesso gli stessi fondamentalisti che hanno posto come condizione per il loro rilascio il pagamento di un riscatto. Lo riferiscono i media internazionali.

In un video Abu Sayyaf ha minacciato di tagliare loro la testa e ha posto come scadenza le ore 15 locali nella giornata di domani. Nelle immagini i tre occidentali invocano le loro famiglie ed i governi a pagare il riscatto.

Il video mostra anche un rapitore che preme un machete al collo di uno dei sequestrati, mentre alle spalle degli occidentali si vedono uomini armati in piedi e la bandiera nera dell'Isis.

Il gruppo, in passato considerato legato ad Al Qaeda, è uno dei movimenti islamici presente nel sud delle Filippine e un anno fa avrebbe stretto alleanza con il Califfo.

Al contrario di altri movimenti motivati da un'ideologia secessionista, Abu Sayyaf è visto ormai come un'impresa criminale che si finanzia con estorsioni e sequestri.

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SDA-ATS