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Il logo dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA (foto d'archivio).

KEYSTONE/THOMAS HODEL

(sda-ats)

L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA ha concluso due procedimenti per abuso di mercato.

Un ex membro del consiglio di amministrazione di diverse società industriali svizzere svolgeva operazioni di insider trading. Sanzionate inoltre le manipolazioni del mercato commesse da un commerciante di valori mobiliari e da tre dei suoi trader.

La FINMA, in un comunicato odierno, fa saper di aver confiscato gli utili conseguiti illecitamente dell'ordine dei milioni di franchi e imposto ai trader un divieto pluriennale di esercizio dell'attività e della professione.

Nel campo dell’insider trading, si tratta del primo caso in cui la FINMA sanziona le violazioni del diritto in materia di vigilanza a carico di una singola persona che non operava presso un istituto assoggettato alla sua vigilanza.

Tra il 2013 e il 2016 l'allora membro del cda ha sfruttato ripetutamente e in maniera sistematica informazioni attinte dalle società in cui operava per trarre indebitamente beneficio dagli attesi movimenti di prezzo dei rispettivi titoli, in particolare attraverso l'impiego di strumenti derivati.

L'individuo in questione aveva costituito posizioni puntando su un aumento dei corsi borsistici, prima che venissero diffuse comunicazioni su acquisizioni e risultati di esercizio positivi, prima che venissero prese importanti decisioni strategiche e prima che venissero venduti rami dell'impresa. Agendo in questo modo, egli ha violato ripetutamente i periodi di blocco della negoziazione definiti dall'azienda, disattendendo anche i propri obblighi di notifica delle transazioni effettuate dal management.

Dalle indagini condotte dalla FINMA sono inoltre emersi numerosi indizi secondo cui la persona in questione ha utilizzato indebitamente informazioni insider entrate in suo possesso attraverso la sua rete di contatti professionali, al fine di effettuare cospicui investimenti (e realizzare conseguenti utili) nel contesto di titoli di altre aziende in cui essa non era attiva.

Con il proprio comportamento - rileva ancora la FINMA - , l’ex membro del cda ha violato le disposizioni vigenti del diritto in materia di vigilanza, contravvenendo ripetutamente e in maniera sistematica al divieto prudenziale di utilizzare informazioni insider. Ha pertanto confiscato l'utile conseguito illecitamente, pari a circa 1,4 milioni di franchi, in relazione a undici casi specifici su sei diversi titoli.

Nel 2016 l'Autorità di vigilanza ha inoltre denunciato la vicenda al Ministero pubblico della Confederazione (MPC), il quale ha provveduto ad avviare un procedimento penale a carico della persona in questione.

Il secondo procedimento concerne una piccola società attiva nel commercio in conto proprio di valori mobiliari e di tre dei suoi trader. Già nel 2015 la FINMA aveva disposto la liquidazione della società, in quanto operava senza essere in possesso della necessaria autorizzazione. Tra il 2011 e il 2015 i trader hanno influenzato il corso borsistico di molteplici azioni blue chip svizzere. I trader hanno sfruttato le oscillazioni di corso innescate da loro ordini di acquisto per operare con profitto sugli strumenti derivati abbinati alle azioni. In seguito, gli ordini di acquisto venivano nuovamente cancellati.

La FINMA ha indagato su 300 casi concernenti varie decine di titoli svizzeri. In tutti i campioni ha riscontrato interventi di manipolazione, giungendo alla conclusione che l'intera attività di negoziazione della società era orientata a un comportamento manipolativo del mercato attraverso operazioni in proprio. Nei confronti dei trader sono stati imposti divieti di esercizio dell'attività nella negoziazione di valori mobiliari, della durata rispettivamente di otto e sei anni.

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SDA-ATS