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Finma striglia Julius Bär, gravi lacune nel riciclaggio

La gestione dell'ex Ceo Collardi non ne esce bene. KEYSTONE/WALTER BIERI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 febbraio 2020 - 10:30
(Keystone-ATS)

La Finma striglia pesantemente Julius Bär: presso la banca privata zurighese presente anche sulla piazza di Lugano sono state rilevate gravi lacune nella lotta contro il riciclaggio di denaro sporco, favorite anche dal modello di remunerazione.

La società dovrà intervenire sui processi interni e fino a quando la situazione non migliorerà non potrà operare acquisizioni.

Al centro della vicenda - riferisce la Finma in una nota odierna - vi è il coinvolgimento di Julius Bär nei sospetti casi di corruzione che riguardano l'azienda petrolifera statale venezuelana Petróleos de Venezuela SA (PDVSA) e la Federazione internazionale di calcio (FIFA). L'autorità di vigilanza si è mossa nel 2017 e l'anno successivo, in seguito all'arresto di consulente della banca negli Stati Uniti, ha esteso il perimetro di indagine, approfondendolo ulteriormente il contesto sudamericano.

Dal procedimento, ora chiuso, è emerso che Julius Bär "ha contravvenuto agli obblighi in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro e disatteso i requisiti per un'adeguata gestione dei rischi, violando così in modo grave le norme del diritto dei mercati finanziari", scrivono i funzionari bernesi.

La Finma parla di carenze sistematiche nell'osservanza degli obblighi di diligenza sanciti dalla Legge sul riciclaggio. Quasi tutte le 70 relazioni d'affari selezionate in funzione del rischio e la maggior parte delle oltre 150 transazioni scelte a campione sono state oggetto di critiche; con l'aggravante che le inadempienze sono state commesse sull'arco di vari anni, dal 2009 all'inizio del 2018.

In concreto, la banca ha omesso di eseguire sufficienti accertamenti per appurare l'identità dei clienti, nonché gli scopi e il retroscena delle loro relazioni d'affari, afferma l'autorità. I vertici non hanno reagito o hanno reagito con scarsa determinazione di fronte a chiari indizi di rischi di riciclaggio. Per esempio, nel 2014 è stata effettuata una transazione di 70 milioni di franchi per un importante cliente venezuelano senza condurre i necessari chiarimenti, sebbene l'istituto fosse già venuto a conoscenza in quell'anno di accuse di corruzione mosse nei confronti dell'uomo.

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