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Firmato accordo banche tra Svizzera e Stati Uniti

Berna e Washington hanno raggiunto un'intesa che dovrebbe porre fine alla controversia fiscale tra le banche elvetiche e gli USA, ma la strada è ancora minata da numerose incertezze. Malgrado ciò la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha difeso oggi a Berna davanti alla stampa l'accordo firmato ieri sera, mostrandosi fiduciosa. Le banche elvetiche che hanno gestito capitali americani dovranno attendersi multe molto salate, tra il 20 e 50% del valore del denaro non dichiarato.

La soluzione convenuta in una "dichiarazione congiunta" ("Joint Statement") firmata ieri pomeriggio dall'ambasciatore svizzero a Washington, Manuel Sager, e dal viceprocuratore generale del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti (DoJ), James Cole, consente alle banche elvetiche di regolarizzare il passato e rispetta la sovranità e l'ordinamento giuridico svizzero, ha sottolineato la ministra delle finanze. Si tratta di un "risultato con il quale si può convivere", ha detto la consigliera federale rallegrandosi comunque del fatto che non ci sia stato bisogno di ricorrere al diritto di necessità né a clausole retroattive.

L'accordo si fonda su tre elementi: la dichiarazione comune dei governi svizzero e americano, il "programma unilaterale" imposto dagli USA al quale le banche elvetiche possono aderire e, da parte svizzera, il modello di autorizzazione approvato lo scorso 3 luglio dal Consiglio federale - come "piano B" dopo il rigetto della "Lex" usa bocciata dal parlamento - per la collaborazione degli istituti con le autorità USA.

Il programma prevede quattro categorie di classificazione degli istituti, in base alla loro attività. La categoria 1 riguarda le banche contro le quali è già stata aperta un'inchiesta penale da parte della giustizia americana, tra cui Credit Suisse, le banche cantonali di Zurigo e Basilea e la Julius Bär. Nella categoria 2 rientrano quelle banche che hanno motivi fondati per credere di aver violato il diritto fiscale statunitense. La categoria 3 comprende quegli istituti che ritengono di non avere violato il diritto fiscale statunitense, la categoria 4 le banche che svolgono un'attività locale (il 98% della clientela è svizzera).

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