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La decisione del Liechtenstein riguardante lo scambio automatico d'informazioni accresce la pressione sulla Svizzera. Per il momento il Consiglio federale rifiuta di fare questo passo, ma deve dare sempre più garanzie per provare la sua determinazione alla lotta contro l'evasione fiscale.

La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf lo ripete da tempo, la concorrenza fiscale deve poggiare su condizioni uguali per tutti. La Svizzera è pronta a passare allo scambio automatico d'informazioni, ma solo quando ciò sarà uno standard internazionale unico.

I Paesi del G20 hanno deciso all'inizio di settembre di applicare tale norma entro la fine del 2015. Le banche elvetiche si preparano già attivamente e l'Associazione svizzera dei banchieri auspica che la Confederazione faccia questo passo.

Il Consiglio federale non può in ogni caso restare a guardare. Per evitare che il Paese si trovi su una lista nera dei paradisi fiscali dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), occorrono buoni voti all'esame in corso del Forum mondiale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni.

Una nuova revisione della legge sull'assistenza amministrativa dovrebbe contribuirvi e sbloccare un centinaio di dossier. Il consiglio Nazionale dovrebbe esprimersi su questo progetto il quale prevede che i clienti stranieri di una banca interessati da una domanda di assistenza possano esserne informati solo a posteriori.

La Svizzera ha anche firmato il 15 ottobre la Convenzione multilaterale dell'OCSE e del Consiglio d'Europa riguardante l'assistenza amministrativa reciproca in materia fiscale. Il testo introduce l'informazione spontanea tra i paesi firmatari.

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SDA-ATS