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L'iniziativa dell'UDC "a favore delle famiglie" discrimina le coppie che possono contare su due salari a profitto di quelle in cui lavora una sola persona. La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha lanciato oggi la campagna del Consiglio federale contro una deduzione fiscale per i genitori che accudiscono personalmente i figli.

Secondo la ministra, che si è presentata in conferenza stampa affiancata dal presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, Peter Hegglin, la legislazione attuale ha il grande vantaggio di trattare in modo egualitario tutti i modelli di famiglia.

Attualmente l'imposta federale diretta prevede una deduzione di 6'500 franchi per figlio, a cui si aggiungono 700 franchi per i premi di cassa malattia. L'ammontare dell'imposta viene inoltre ridotto di 251 franchi per bambino. Tutte le famiglie possono far capo a queste misure, ha fatto notare Widmer-Schlumpf.

Dal 2011 è pure possibile dedurre, dal reddito, le spese di custodia in caso di affidamento a terzi dei figli fino a 14 anni. Questo alleviamento può raggiungere i 10'100 franchi all'anno per bambino.

L'iniziativa UDC, in votazione il 24 novembre, chiede una deduzione fiscale per la custodia dei bambini a casa equivalente almeno a quella riconosciuta alle famiglie che hanno optato per l'affidamento dei figli a terzi.

In caso di accettazione del testo, sarà difficile valutare l'ammontare delle deduzioni, ha fatto notare la ministra delle finanze. Se l'iniziativa dovesse essere accolta dovremo addirittura passare a un sistema forfetario, ha aggiunto Hegglin.

Per il Consiglio federale, il testo finirebbe per favorire la famiglia tradizionale, permettendole di dedurre dalle tasse costi non sostenuti, al pari di un nucleo famigliare che per qualche giorno alla settimana affida il figlio a un asilo nido. L'UDC fa credere di voler sopprimere un'ineguaglianza, ma in realtà ne crea una, ha aggiunto Hegglin.

L'iniziativa potrebbe spingere molte coppie a rinunciare a un secondo salario, ha rilevato Widmer-Schlumpf, e il diritto fiscale non dovrebbe influenzare le scelte di vita. In altre parole, per il Consiglio federale le proposte contenute nell'iniziativa UDC vanno ad intaccare la parità fra uomo e donna, così come la crescita.

La deduzione attualmente prevista per la cura dei figli ha infatti permesso di meglio conciliare la vita famigliare e professionale, favorendo il ritorno delle donne alla vita attiva. Una loro maggiore presenza sul mercato del lavoro stimola la crescita economica e aumenta le entrate fiscali. Oltretutto lo sviluppo di posti negli asili nido crea impieghi, ha ricordato la ministra.

La formulazione dell'iniziativa UDC lascia aperta la questione dell'ammontare della deduzione per i genitori che accudiscono personalmente i figli.

Concedendo a tutti il massimo, ossia 10'100 franchi, la Confederazione dovrebbe fare i conti con minori entrate per 320 milioni e i cantoni per 66 milioni, e ciò solo in relazione all'imposta federale diretta (IFD). Le minori entrate complessive per cantoni e comuni ammonterebbero addirittura a un miliardo all'anno.

Un'altra soluzione - fra le molte possibili - potrebbe essere l'eliminazione di tutte le deduzioni, ciò che permetterebbe all'IFD di accumulare 60 milioni in più all'anno.

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SDA-ATS