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Dall'inizio dell'anno circa 4'000 cittadini austriaci con fondi in Svizzera si sono autodenunciati alle autorità tributarie del loro Paese. Lo riferisce oggi il Ministero delle finanze di Vienna, confermando cifre rese note da vari media.

L'aumento delle autodenunce - erano 1'052 nei primi sei mesi dell'anno - è da ricondurre all'accordo fiscale tra le due repubbliche alpine entrato in vigore il primo gennaio. Gli Austriaci con conti nella Confederazione avevano tempo sino a fine maggio per decidere se rivelare al fisco la loro relazione bancaria o rimanere anonimi, versando nel contempo un'imposta liberatoria.

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SDA-ATS