Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Potrebbe essere più elevata di quanto finora ipotizzato la multa che Credit Suisse si troverà a pagare negli Usa per archiviare l'accusa di aver aiutato clienti americani a frodare il fisco. Una fonte vicina al dossier ha detto ieri all'agenzia Reuters che la banca potrebbe essere tenuta a versare 1,6 miliardi di dollari (quasi 1,4 miliardi di franchi), mentre un'altra fonte, citata dal "Wall Street Journal", ha parlato di 1 miliardo (quasi 900 milioni di franchi).

I colloqui fra la banca e il Dipartimento di giustizia non sarebbero però ancora conclusi: si starebbe ancora trattando sui dettagli. Un'intesa - che comprenderebbe anche una formale ammissione di colpa da parte dell'istituto - potrebbe essere raggiunta nelle prossime settimane.

Contattato dall'ats un portavoce di Credit Suisse non ha voluto commentare le ultime voci, limitandosi ad affermare che la società sta lavorando da tempo per una soluzione. Non è ancora possibile dire quando questa arriverà e di che natura sarà.

Altri media nei giorni scorsi avevano parlato di una sanzione pari ad addirittura 3 miliardi. E per aumentare la pressione le autorità avrebbero minacciato di incriminare l'istituto. Nessuno è "too big to jail", troppo grande per finire in galera, ha affermato di recente il ministro di giustizia Eric Holder. Questo vale non solo per i reati di natura fiscale: BNP Paribas è da parte sua nel mirino per non aver rispettato le leggi americane sulle sanzioni.

Finora le autorità avevano mostrato una certa ritrosia nel trascinare grandi gruppi sul banco degli imputati, memori di quanto successo nel 2002 con Arthur Andersen, il revisore di Enron costretto a cedere la licenza, un processo costato 25'000 posti di lavoro.

Intanto c'è chi pensa che per far fronte a questi scenari Credit Suisse intenda utilizzare la filiale CS International Advisors: questa fungerebbe da sorta di "bad bank", rilevando il denaro non tassato dei clienti americani e permettendo al resto del gruppo di non essere toccato da una dichiarazione di colpevolezza in frode fiscale. Anche riguardo a questa costellazione di idee l'addetto stampa non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Secondo gli analisti, una multa compresa fra 1 e 3 miliardi di dollari avrebbe naturalmente un effetto sensibile sulla banca, ma potrebbe essere sopportata. Finora l'istituto ha accantonato 895 milioni di franchi per far fronte alla vertenza fiscale.

SDA-ATS