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Lo scambio automatico d'informazioni fiscali, che segna di fatto la fine del segreto bancario, non è anticostituzionale, purché siano rispettati alcuni principi, come la collaborazione esclusiva tra Stati partner e la possibilità di cancellare le informazioni fornite.

È quanto emerge da una perizia condotta dal professore di diritto fiscale elvetico, europeo e internazionale René Matteotti per conto della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) sul tema che sarà dibattuto dalla settimana prossima alle Camere durante la sessione autunnale.

La SFI aveva deciso di chiedere l'opinione di un esperto dopo che, nel corso dei preparativi ai dibattiti parlamentari, era stata sollevata qualche perplessità in merito alla costituzionalità dell'adozione in Svizzera dello standard internazionale per lo scambio automatico di informazioni. Secondo i critici, il modello proposto violerebbe il principio di proporzionalità, la garanzia della via giudiziaria e la protezione della sfera privata.

Nella sua perizia, il cui rapporto è stato pubblicato oggi solo in tedesco, Matteotti rileva che pur intervenendo a livello di sfera privata, il modello di scambio automatico rispetta "i requisiti costituzionali": si tratta infatti di "un provvedimento per garantire la conformità fiscale di clienti stranieri e necessario al riconoscimento internazionale della svizzera e al mantenimento della competitività della sua piazza finanziaria".

Due punti in particolare dovranno tuttavia essere rispettati nell'attuazione dello scambio automatico. Innanzitutto la trasmissione di informazione potrà avvenire solo tra Stati partner, definiti sulla base di chiari criteri. Una volta trasmesse, le informazioni relative a conti dovranno essere eliminate qualora non fossero più necessarie o in caso di prescrizione del reato.

Secondo l'esperto, il modello di scambio automatico in questione soddisfa inoltre la garanzia di via giudiziaria (ai sensi dell'articolo 29a della Costituzione federale che recita "Nelle controversie giuridiche ognuno ha diritto al giudizio da parte di un'autorità giudiziaria") per le persone interessate.

La legge federale sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI) dovrà permettere l'applicazione in Svizzera dello standard OCSE per lo scambio automatico di informazioni. Anche in caso di referendum, la norma dovrebbe entrare in vigore all'inizio del 2017 e i primi scambi di dati avvenire a partire dal 2018, aveva precisato a giugno la SFI.

L'elaborazione della LSAI - legge che contiene disposizioni concernenti l'organizzazione, la procedura, i rimedi giuridici e le disposizioni penali applicabili - si è resa necessaria per poter applicare l'Accordo multilaterale tra autorità competenti sullo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari (MCCA) e lo standard globale dell'OCSE per lo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali.

L'applicazione dello standard per lo scambio automatico può avvenire mediante un accordo bilaterale (vedi intesa Svizzera-Ue firmata il 27 maggio scorso) oppure per il tramite del MCCA (vedi accordo tra la Confederazione e l'Australia in fase di consultazione).

L'intesa sullo scambio automatico tra Berna e Bruxelles prevede la trasmissione del numero di conto, del nome, dell'indirizzo, della data di nascita, del numero di identificazione fiscale, degli interessi e dei dividenti, dei redditi da determinati contratti assicurativi, del saldo del conto come anche dei redditi dalla vendita di attivi finanziari.

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SDA-ATS