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La Commissione europea vorrebbe discutere con la Svizzera di uno scambio automatico di informazioni in materia di imposizione fiscale delle imprese. "Le faremo in ogni caso l'offerta di andare più in fretta", afferma in un'intervista Pierre Moscovici.

La Commissione vuole andare oltre le esigenze dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che si limita a chiedere uno scambio spontaneo. Nell'intervista pubblicata oggi dal quotidiano economico romando Agefi, Moscovici sottolinea tuttavia che "abbiamo il tempo" di parlarne.

Secondo l'ex ministro socialista dell'economia e delle finanze francese, la Svizzera non ha "nulla da temere dalla trasparenza. E neppure dalla cooperazione con i suoi partner". La sua piazza finanziaria "può soltanto essere rafforzata dalla trasparenza", aggiunge Moscovici, rilevando che le banche elvetiche hanno peraltro anticipato tutti questi cambiamenti.

A metà marzo - dopo il caso LuxLeaks che ha portato alla luce l'abuso dei "tax ruling", accordi segreti tra aziende e autorità fiscali - il commissario Moscovici ha proposto un pacchetto di misure per mettere fine all'evasione delle multinazionali che sfruttano le lacune del sistema europeo e la segretezza delle informazioni fiscali. Le nuove norme proposte aprono alla trasparenza totale e obbligano tutti gli Stati membri a scambiarsi ogni tre mesi informazioni su tutti i "tax ruling" in vigore nel proprio territorio. La Commissione europea spera che i 28 adotteranno la proposta entro la fine dell'anno, il che consentirebbe un'entrata in vigore dal primo gennaio 2016.

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SDA-ATS