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Le informazioni contenute nella cosiddetta "lista Falciani" sono utilizzabili ai fini dell'attività di accertamento fiscale. Lo ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Treviso, ribaltando quanto stabilito da precedenti sentenze in Italia riguardo all'elenco di presunti evasori fiscali trafugato da Hervé Falciani, ex informatico presso la sede ginevrina del gruppo bancario HSBC.

Con due distinte sentenze, la Commissione ha rigettato il ricorso presentato da alcuni contribuenti locali contro gli avvisi di accertamento emessi dalla Direzione Provinciale delle Entrate di Treviso, che contestavano la mancata dichiarazione di capitali e attività finanziarie detenute all'estero per un totale, tra maggiori imposte, interessi e sanzioni, di 360mila euro circa in un caso e di quasi due milioni di euro nell'altro.

Precedenti sentenze avevano stabilito l'inutilizzabilità dei dati contenuti nella lista, a causa del metodo di acquisizione non conforme alle norme da parte della magistratura francese, cui Falciani l'aveva consegnata.

La Commissione tributaria di Treviso considera pienamente legittima l'acquisizione dei dati, giudicandola "conseguente ad una rituale richiesta all'Amministrazione Fiscale francese, inoltrata attraverso i canali di collaborazione informativa internazionale nel pieno rispetto delle procedure e dei trattati". In particolare l'acquisizione è "avvenuta nell'ambito della collaborazione informativa internazionale prevista dalle direttive europee e dalla convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Francia".

La Commissione afferma inoltre che "le categorie proprie del processo penale, secondo cui elementi probatori acquisiti in violazione dei divieti stabiliti dalla legge sono inutilizzabili dal punto di vista processuale, non possano essere pedissequamente trasposte nel giudizio tributario. Infatti, da un lato non vi è alcun diritto del contribuente italiano alla segretezza di un conto bancario estero non dichiarato, dall'altro l'acquisizione dei dati non sarebbe avvenuta in violazione di norme italiane, tantomeno ad opera dell'Amministrazione fiscale italiana".

Falciani è stato arrestato il primo luglio scorso a Barcellona a seguito di un mandato spiccato dal Ministero pubblico della Confederazione. Il 5 luglio la rappresentanza svizzera a Madrid ha trasmesso una domanda d'estradizione alla giustizia spagnola.

La Francia ha identificato 3'000 suoi contribuenti che avrebbero sottratto soldi al fisco nazionale e ha passato a Roma e Madrid migliaia di informazioni su contribuenti italiani e spagnoli. In seguito la Francia ha acconsentito a consegnare i dati alla Svizzera. Tuttavia prima di farlo le informazioni sono state manipolate dalla polizia, secondo la Procura federale.

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SDA-ATS