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Le fideiussioni della Confederazione per la flotta mercantile elvetica in crisi scadranno nel 2031. Fino a ad allora, le compagnie di navigazione in difficoltà verranno sorvegliate.

Per i prossimi cinque anni il Governo ha assegnato l'incarico all'azienda Winkelmann Maritime Consult GmbH di Amburgo. Su raccomandazione del Controllo federale delle finanze (CDF) il Governo ha affidato tale incarico ad uno specialista esterno, per un costo di quasi mezzo milioni di franchi, ha riferito all'ats il portavoce del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), confermando una notizia al riguardo pubblicata ieri dalla "NZZ am Sonntag". L'importo è giustificato dato il volume delle fideiussioni, ha aggiunto.

Secondo il DEFR attualmente sono ancora 27 le navi che fino al 2031 continueranno ad essere finanziate con fideiussioni, per un ammontare totale di 512 milioni di franchi.

La flotta mercantile svizzera - che dispone di una cinquantina di navi - è sostenuta dal 1959 dalla Confederazione tramite fideiussioni. Queste ultime mirano anzitutto a garantire l'approvvigionamento in merci del Paese. Tuttavia, la navigazione marittima attraversa una crisi mondiale, che interessa pure gli armatori svizzeri.

Banche e armatori stranieri hanno subìto perdite di svariati miliardi. I gruppi SCL e SCT, che contano complessivamente dodici navi, sono sprofondati in una crisi di liquidità e solvibilità. Avrebbero fatto fallimento nel 2016 senza il ricorso alle fideiussioni federali e ai finanziamenti versati negli scorsi mesi dalle banche.

Durante la recente sessione estiva, i due rami del Parlamento avevano approvato un supplemento di 215 milioni destinato a coprire il danno che Berna ha subìto in seguito al ricorso alle fideiussioni per tredici navi (nove cargo e quattro cisterna) della flotta mercantile elvetica, che hanno dovuto essere vendute.

SDA-ATS