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L'economia mondiale crescerà nel 2015 del 3,5% e nel 2016 del 3,8%. È quanto prevede il Fmi, lasciando invariata la stima di quest'anno e rivedendo di 0,1 punti percentuali al rialzo la crescita del 2016.

"I rischi sull'economia globale sono più bilanciati rispetto a 6 mesi fa, ma restano al ribasso. I rischi macroeconomici sono lievemente diminuiti, ma quelli finanziari e geopolitici sono aumentati" afferma il Fmi, sottolineando che aumentare la crescita attuale e potenziale è ancora una priorità.

Il pil americano crescerà quest'anno e il prossimo del 3,1%, rispettivamente 0,5 e 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. Rivista invece al rialzo la crescita dell'area euro: il pil salirà nel 2015 dell'1,5% e nel 2016 dell'1,6%, rispettivamente 0,3 e 0,2 punti percentuali in più rispetto a gennaio.

Per quanto riguarda la Svizzera "il netto apprezzamento del franco peserà probabilmente sulla crescita a breve termine", indica l'Fmi nel suo rapporto, che per il 2015 prevede un +0,8%, ossia 0,8 punti percentuali in meno rispetto alla previsione precedente. Nel 2016 il pil elvetico dovrebbe aumentare dell'1,2%.

Secondo il Fmi La Fed dovrebbe alzare i tassi dalla seconda metà dell'anno: la "solida ripresa" Usa dovrebbe continuare con i più bassi prezzi dell'energia e il miglioramento del mercato immobiliare che dovrebbero bilanciare il peso del dollaro forte sulle esportazioni.

L'inflazione è prevista calare nel 2015 sia nelle economie avanzate sia sulla gran parte dei mercati emergenti, riflettendo l'impatto del calo dei prezzi del petrolio.

Nell'eurozona ci sono segnali di un rafforzamento della crescita, ma restano rischi quali la bassa inflazione e la stagnazione. La ripresa dell'area euro è "fragile" e serve quindi una "strategia ampia, su più fronti". Le probabilità di una deflazione nell'area euro sono scese sotto il 30%.

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SDA-ATS