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WASHINGTON - L'ombra della Grecia offusca il futuro della ripresa europea. A lanciare l'allarme è il Fondo Monetario Internazionale secondo cui "l'Europa sta uscendo dalla recessione più lentamente di altre regioni" e ci sono "varie forze che frenano la ripresa". Tra queste una di rilievo è la Grecia. La "sfida chiave" sarà dunque quella di prevedere "piani di consolidamento credibili".
Nell'ultima bozza del World Economic Outlook si legge che nel Vecchio Continente le prospettive di ripresa variano considerevolmente da paese a paese. "Un sostanziale stimolo macroeconomico ha sostenuto la ripresa nei paesi avanzati dell'Europa, anche se la domanda privata non si è ancora solidificata. Al tempo stesso ampi squilibri di bilancio minacciano la ripresa in alcuni paesi più piccoli, con potenziali effetti dannosi per il resto della regione".
"Certamente - mette in guardia il Fmi - i timori per la solvibilità del debito sovrano e per la liquidità della Grecia (e per i possibili effetti di contagio in altri paesi vulnerabili dell'area euro) hanno minacciato la normalizzazione dei mercati finanziari". I mercati temono infatti, secondo il Fmi, che i problemi di insolvenza di Atene si traducano in una vera e propria crisi del debito sovrano, che porterebbe a casi di contagio. Proprio per questo "sarà molto importante che le autorità greche ristabiliscano la credibilità della loro politica fiscale e che le autorità europee assicurino che la paura per la situazione greca non porti a un'instabilità finanziaria o a ripercussioni significative sui bilanci e sulle banche in Europa".
La ripresa, secondo il Fmi, sarà dunque "graduale e diseguale" tra i paesi di Eurolandia. E l'area nel suo insieme il Pil crescerà dello 0,8% quest'anno e dell'1,4% il prossimo (con una revisione al ribasso, in entrambi i casi, di 0,1 punti percentuali rispetto a gennaio). Per la Grecia, invece, il Fmi stima un Pil in calo del 2% nel 2010 e dell'1,1% nel 2011.

SDA-ATS