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L'economia mondiale cresce, ma ci sono dei rischi, secondo il Fondo monetario internazionale (FMI).

KEYSTONE/EPA/MICHAEL REYNOLDS

(sda-ats)

L'economia mondiale cresce. Il Fondo monetario internazionale (FMI) rivede leggermente al rialzo il pil del mondo per il 2017 a +3,5%, ovvero 0,1 punti percentuali in più rispetto alle stime di gennaio. Invariata a +3,6% la crescita per il 2018.

Ma - avverte il Fmi - ci sono "significativi rischi al ribasso": "una delle minacce più salienti è il protezionismo" e il rischio di una "guerra commerciale".

"Potremmo essere al punto di svolta", afferma il capo economista dell'FMI, Maurice Obstfeld, mettendo in guardia sulle "severe pressioni" che pesano sul sistema di relazioni economiche internazionali seguito alla Seconda Guerra Mondiale.

Avvertendo sui rischi del protezionismo e di una guerra commerciale, il Fondo spiega come fra le altre incognite che gravano sulla crescita mondiale c'è la normalizzazione della politica monetaria della Federal Reserve e la politica di bilancio americana. Diversi anche i rischi politici, con le elezioni in calendario in diversi paesi europei, e geopolitici.

Il Fondo dice inoltre "no" alla deregolamentazione finanziaria. Il messaggio lanciato dall'FMI sembra rivolto al presidente americano Donald Trump, che ha promesso un allentamento della riforma di Wall Street. "La deregolamentazione in un paese può tradursi in una deregolamentazione in altri paesi", mette in evidenza il Fondo. Un passo indietro dalle regole finanziarie potrebbe tradursi "in eccessive prese di rischio e aumentare la possibilità di future crisi finanziarie".

Per la Svizzera il World Economic Outlook prevede una crescita dell'1,4% quest'anno e dell'1,6% il prossimo. Essa verrà sostenuta da domanda interna ed esterna e dalla riduzione degli effetti del rafforzamento del franco.

Il Fondo conferma poi le stime di crescita per gli Stati Uniti (+2,3% nel 2017 e +2,5% nel 2018). Una crescita comunque superiore a quella di Eurolandia, che segnerà un +1,7% per quest'anno (+0,1 punti percentuali) e un +1,6% per il prossimo.

"La ripresa economica dell'area euro dovrebbe procedere", ma "l'incertezza politica con l'avvicinarsi delle elezioni in alcuni paesi e l'incertezza sulla futura relazione con la Gran Bretagna" dopo la Brexit "potrebbero pesare", mette in evidenza l'FMI.

La politica monetaria della Banca centrale europea dovrebbe restare accomodante, con un "ulteriore allentamento che potrebbe essere necessario se l'inflazione core non decollasse", afferma il Fondo, sottolineando che i "rischi di deflazione - misurati dalla probabilità di un calo dei livelli dei prezzi rispetto a un anno fa - restano elevati per l'area euro e il Giappone". L' FMI invita quindi Eurolandia ad accelerare la riparazione dei bilanci delle banche, a completare l'unione bancaria ma anche a facilitare l'integrazione dei rifugiati nella forza lavoro.

Nonostante la Brexit, il Fondo rivede poi al rialzo di mezzo punto percentuale la crescita della Gran Bretagna: il pil crescerà quest'anno del 2,0%, ovvero 0,5 punti percentuali in più rispetto alle stime di gennaio. Nel 2018 l'economia rallenterà a +1,5%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni precedenti.

Per il Giappone è attesa una progressione del Pil dell'1,2% quest'anno (+0,4 punti percentuali) e dello 0,6% il prossimo (+0,1 punti).

L'economia dei Brics - Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica - continua a crescere, trainata dalla galoppata di Cina e India. Dopo la contrazione dello 0,2% nel 2016, l'economia russa crescerà dell'1,4% nel 2017 e nel 2018, ovvero 0,3 e 0,2 punti percentuali in più rispetto alle stime di gennaio. In ripresa anche il Brasile che uscirà dalla recessione e crescerà dello 0,2% quest'anno e dell'1,7% il prossimo. Il pil sudafricano salirà dello 0,8% nel 2017 e dell'1,6% nel 2018. Il Fondo ritocca al rialzo la crescita cinese a +6,6% nel 2016 e +6,2% nel 2017, mentre l'economia indiana crescerà del 7,2% quest'anno e del 7,7% il prossimo.

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SDA-ATS