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I ministri delle finanze presenti a Washington per la riunione di primavera comprendono la decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di abbandonare il tasso di cambio minimo franco-euro.

È quanto ha affermato ieri sera nel corso di una conferenza stampa nella capitale statunitense la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, precisando che le conseguenze di questa misura sono state discusse apertamente.

Secondo le previsioni del Fondo monetario internazionale (FMI), in seguito a questa decisione la crescita svizzera nell'anno in corso (0,9%) sarà inferiore alla media mondiale (3%). La consigliera federale ha fatto notare come obiettivi di crescita economica e mercati finanziari stabili possano essere raggiunti solo se le riforme nel settore finanziario sono applicate in modo rigoroso.

In margine al vertice, la ministra delle finanze ha detto che l'anno in corso dovrebbe essere caratterizzato da meno tensioni fra le banche svizzere e la giustizia americana. Widmer Schlumpf ha spiegato di aver ricevuto segnali positivi in vista di una soluzione proprio nel 2015.

Al termine di una riunione con collaboratori del Dipartimento americano di giustizia (DoJ), la consigliera federale, accompagnata da Segretario di Stato Jacques de Watteville, ha parlato di discussioni "costruttive" e ha evocato il caso della BSI, prima banca svizzera iscritta al programma americano nella categoria 2 ad aver siglato un accordo che prevede il versamento di 211 milioni di dollari per porre fine alla vertenza con il fisco degli Stati Uniti.

"L'intesa conclusa da BSI rappresenta bene il principio del programma di regolarizzazione", ha commentato la ministra, secondo cui "sia le autorità americane che la banca si sono mostrate soddisfatte". "Constatiamo che il programma funziona". La Confederazione non svolge più alcun ruolo nel contenzioso che oppone gli istituti finanziari alla giustizia di Washington, ha poi aggiunto, ricordando che è stato il parlamento a decidere in questo senso. Berna si vigila comunque affinché le banche svizzere non siano svantaggiate rispetto alle altre, ha sottolineato.

Oltre a Widmer Schlumpf, anche il ministro elvetico dell'economia Johann Schneider-Ammann ha partecipato alle riunioni. Egli ha rilevato che la banca mondiale è bloccata da un'importante procedura di riforma che mira ad aumentarne l'efficienza. Il consigliere federale ha incontrato rappresentanti indonesiani e ha invitato il presidente Joko Widodo in Svizzera.

Ha inoltre firmato un accordo per contribuire con 15 milioni di franchi a un nuovo programma della Banca mondiale per rinforzare i mercati dei capitali nei paesi in via di sviluppo. L'obiettivo è realizzare mercati finanziari stabili e concorrenziali nei paesi importanti per il futuro sviluppo dell'economia mondiale. Il programma si rivolge ad una decina di Stati, tra cui i Paesi prioritari della Segreteria di Stato dell'economia (SECO).

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SDA-ATS