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Le fonderie svizzere, settore fortemente orientato verso l'esportazione, hanno sofferto lo scorso anno dell'abbandono del tasso di cambio fisso franco-euro.

Nel 2015 l'export - di tutti i tipi di materiali - ha è stato pari a 56'229 tonnellate, in calo del 14,2%, informa oggi l'associazione di categoria GVS.

"Su tutti i mercati, le aziende associate conoscono una pressione molto forte sui prezzi, a causa degli effetti valutari, con un conseguente significativo calo degli utili", ha detto il direttore di GVS Marcel Menet citato in una nota. I 47 membri dell'associazione esportano circa l'80% della loro produzione verso i paesi della zona euro.

Per far fronte all'apprezzamento del franco, le aziende del settore hanno dovuto prendere diverse misure. La settimana di lavoro è stata in particolare allungata a 45 ore e il ricorso alla disoccupazione parziale è aumentato.

Un centinaio di posti di lavoro sono inoltre stati cancellati in Svizzera. In alcuni casi la produzione è stata parzialmente delocalizzata all'estero e quattro società hanno completamente cessato la produzione nella Confederazione.

Tuttavia, secondo un sondaggio condotto dall'associazione, il 2016 è generalmente ben iniziato anche se gli ordini concernono ordinazioni di piccole dimensioni. Quelle di notevoli proporzioni continuano a mancare. Di conseguenza. se le condizioni non dovessero migliorare, il futuro del settore rimarrà incerto, afferma GVS.

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SDA-ATS