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Fonti rinnovabili: fattura più salata per consumatori

Il costante aumento delle centrali per la produzione di energia da fonti rinnovabili necessita un maggior impegno finanziario pubblico. Per promuovere questi impianti, dal 2016 i consumatori pagheranno 0,2 ct/kWh in più (da 1,1 a 1,3) quale supplemento di rete.

Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale, modificando in tal senso l'ordinanza sull'energia.

Il supplemento di rete confluisce nel fondo per la copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC), per la rimunerazione dei piccoli impianti fotovoltaici, per le garanzie a copertura dei rischi per i progetti di geotermia, per i rimborsi destinati ai grandi consumatori e per il risanamento delle acque.

Per un'economia domestica di quattro persone con un consumo medio annuo di 4500 chilowattora, sottolinea in una nota l'Ufficio federale dell'energia (UFE), la modifica decisa oggi rappresenta un aumento annuo di 9 franchi (da 49,50 a 58,50 franchi).

La legge sull'energia entrata in vigore nel 2014 fissa l'importo massimo del supplemento di rete a 1,5 centesimi per chilowattora. All'interno di questo tetto massimo il Consiglio federale definisce l'importo necessario "tenendo conto dell'economicità e del potenziale delle tecnologie", prosegue l'UFE.

Nella sua nota, l'UFE ricorda che 2541 impianti fotovoltaici hanno appena ricevuto la garanzia di un contributo. Migliaia di promotori di piccoli impianti fotovoltaici riceveranno inoltre una retribuzione unica pari a circa il 30% dei costi di investimento.

Nel 2016 saranno messi a preventivo 100 milioni di franchi per questi pagamenti. Oltre a ciò, in ottobre 48 centrali a biomassa, 11 centrali eoliche e 82 piccole centrali idroelettriche beneficeranno di contributi. Molti impianti che dispongono già di una decisione positiva per la RIC entreranno inoltre in funzione nel 2016.

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