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Lunedì, alla riunione dei ministri dell'Interno Ue ad Amsterdam, la Commissione informerà che alcuni Paesi potranno continuare a procedere da maggio a controlli alle frontiere interne solo adottando l'articolo che prevede la reintroduzione dei controlli fino a 2 anni.

Lo spiegano fonti Ue precisando che a maggio Germania e Austria avranno esaurito il tempo a disposizione per la reintroduzione dei controlli temporanei.

Trattandosi di un consiglio informale, non è previsto che alla riunione dei ministri dell'Interno Ue venga presa alcuna decisione. Di fatto la Commissione europea spiegherà che per arrivare all'attivazione dell'articolo 26 ci sono due passaggi propedeutici. In primo luogo la valutazione della situazione alle frontiere esterne. "Un valutazione che è attualmente in corso su quelle della Grecia", sottolineano le fonti Ue.

Se al termine dell'esame dovessero risultare carenze, potrà essere attivato il secondo passaggio in base a quanto previsto dall'articolo 19 del Codice Schengen. Cioè quello con cui si chiederà al Paese di far fronte ai problemi riscontrati indicando anche le modalità che dovranno essere applicate entro tre mesi. Se al termine dei tre mesi il Paese interessato non avrà ottemperato, la Commissione Ue, in base all'articolo 26, potrà proporre al Consiglio la reintroduzione dei controlli interni per uno o più Paesi, fino ad un massimo di due anni.

Da metà maggio Germania e Austria avranno esaurito tutto il tempo disponibile per la reintroduzione dei controlli temporanei alle frontiere previsto dagli articoli 24 e 25 del codice Schengen.

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SDA-ATS