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Il fatturato del mercato del formaggio è calato nel primo semestre 2015 sebbene le esportazioni siano aumentate. Per garantire la competitività dei prodotti svizzeri dopo l'apprezzamento del franco sull'euro è stato infatti necessario abbassare i prezzi.

Il giro d'affari del settore è sceso del 3,4% rispetto al primo semestre 2014 a 268,8 milioni. La riduzione dei prezzi ha permesso di aumentare del 6,7% le esportazioni, che hanno raggiunto quota 32'147 tonnellate. Le cifre del secondo semestre diranno se questo risultato potrà essere mantenuto, precisa Switzerland Cheese Markerting (SCM) in un comunicato.

L'Emmentaler è il formaggio che soffre maggiormente degli effetti della congiuntura. "Deve imporsi su un mercato molto difficile contro formaggi a buon mercato", spiega la nota. L'export è diminuito dell'11,3% nei primi sei mesi dell'anno rispetto al 2014. Rimane comunque il tipo di formaggio più esportato e rappresenta il 18,9% delle vendite all'estero.

Anche le esportazioni di Gruyère sono calate, ma solo del 2%. Ora rappresentano il 17% del totale. Segue poi l'Appenzeller che rappresenta il 7,2% del totale delle esportazioni. In aumento l'export di Tilsiter dell'8,7% e del formaggio per raclette del 12,7%.

Per quanto riguarda le importazioni il fatturato è pure sceso del 13,7% nel primo semestre 2015, ma le quantità sono aumentate del 2,6% a 27'505 tonnellate, sempre per effetto del franco forte. Quasi l'80% del formaggio svizzero esportato finisce in Europa mentre l'85% dell'import proviene da Italia, Francia e Germania.

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SDA-ATS