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Forte calo del commercio al dettaglio

Ad approfittare è stato il settore alimentare. KEYSTONE/ALEXANDRA WEY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 aprile 2020 - 11:15
(Keystone-ATS)

Forte calo delle vendite nei negozi svizzeri durante il mese di marzo: il giro d'affari del commercio al dettaglio si è contratto del 6,2% rispetto allo stesso mese del 2019, tenendo conto delle correzioni apportate per compensare i diversi giorni di vendita.

La flessione in confronto a febbraio, al netto delle variazioni stagionali, è del 6,0%, ha indicato oggi l'Ufficio federale di statistica (UST). In seguito alla pandemia di Covid-19 le cifre d'affari di alcuni rami d'attività si sono decisamente ridotte, spiegano i funzionari di Neuchâtel.

I dati indicati sono nominali. In termini reali, vale a dire considerando anche il rincaro, la flessione è stata del 5,6% (annua) e del 6,2% (mensile).

Andando nei singoli comparti e rimanendo a livello nominale, per le stazioni di servizio si segnala un -26% annuo. Ulteriori segmenti che hanno risentito fortemente della pandemia sono "altri oggetti di uso domestico" (-28%) e "articoli culturali e ricreativi" (-20%). Il ramo che ha registrato invece i migliori risultati economici è stato quello delle apparecchiature di telecomunicazione e informazione (+16%); buono è stato anche l'andamento del gruppo alimentari, bevande e tabacchi (+8%).

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