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La forte pressione migratoria alle porte d'Europa si fatta sentire anche alle frontiere elvetiche, e in particolare a Sud delle Alpi.

Solo l'anno scorso, in Ticino le guardie di confine hanno registrato 10'873 casi di soggiorno illegale, indica un comunicato odierna dell'Amministrazione federale delle dogane, cifra che si attesta a 31'038 a livello nazionale, pari a un aumento su un anno del 118%.

Dopo il Ticino, che conferma il record di soggiorni illegali già registrato nel 2014, seguono la Svizzera orientale (6979) e settentrionale (6433 casi), e la regione Vallese/Vaud (5367).

Nell'anno appena finito, 18'036 persone (2014: 6347) hanno presentato una domanda d'asilo al Corpo delle guardie di confine Cgcf. I casi legati all'attività dei passatori sono saliti da 384 del 2014 a 466 dell'anno seguente.

Oltre all'acuirsi del problema migratorio, le dogane hanno svolto un intenso lavoro di contrasto alla criminalità transfrontaliera e al contrabbando. Nel 2015 il numero di persone segnalate è cresciuto dell'8% a 19'942 (2014: 18'482). Per 3357 (2014: 3566) vigeva un divieto d'entrata, mentre 6386 (2014: 5771) erano segnalate per arresto.

In 2243 casi le guardie di confine hanno confiscato armi vietate (2014: 2730). Il Cgcf è inoltre intervenuto in 478 casi nei quali vi era il sospetto che si trattasse di refurtiva (2014: 542). In 400 casi sono stati sequestrati attrezzi impiegati per commettere reati (2014: 443).

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SDA-ATS