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Sono risultati fondati in 21 casi almeno i sospetti di maltrattamenti e abusi sessuali avvenuti fra il 1929 e il 1955 in un pensionato cattolico nel canton Friburgo, l'istituto Marini di Montet. È quanto risulta da uno studio, pubblicato oggi.

Nel periodo in questione l'istituto, che offriva posto a centinaia di bambini, era sotto la responsabilità diretta del vescovo. L'indagine - chiesta da Monsignor Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo - ha portato alla luce "maltrattamenti e gravi e ripetuti abusi sessuali".

Secondo lo studio i bambini ospitati all'istituto friburghese provenivano spesso da famiglie con difficoltà economiche e sociali. Una buona proporzione dei ragazzi era "psicologicamente e socialmente fragile", sottolineano gli autori del rapporto.

Un contesto che sembra aver favorito gli abusi e l'impunità dei colpevoli. Malgrado "un'ondata di consecutive denunce tra il 1932 e il 1955", solo due casi, riguardanti un sacerdote direttore e un altro religioso, sono finiti in tribunale, nel 1954 e nel 1956.

Riguardo alle condizioni di vita nell'istituto, le testimonianze sono "sconcertanti": ragazzi, anche minori di 16 anni, che non frequentavano la scuola ma svolgevano lunghi e duri lavori agricoli, severità nella disciplina con punizioni prossime al maltrattamento (percosse con fruste) e alimentazione scarsa.

Rilevanti inoltre gli sforzi della gerarchia religiosa e del comitato nel nascondere lo scandalo: discrete inchieste interne, trasferimento dei preti responsabili e pressioni per ottenere ritrattazioni da parte degli accusatori.

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SDA-ATS