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Francia: "sorvegliamo i disoccupati", bufera su ministro

"Rafforzare i controlli" per verificare che i disoccupati iscritti al collocamento stiano "effettivamente cercando un lavoro" e "sanzionarli" nel caso contrario: in Francia, le dichiarazioni del ministro François Rebsamen, responsabile per il Lavoro del governo di François Hollande, suscitano reazioni indignate di sindacati, politici e e associazioni.

"Chiedo a Pôle emploi (l'ufficio francese di collocamento) di rafforzare i controlli per verificare che la gente stia effettivamente cercando un lavoro. A un certo punto, non possiamo escludere una sanzione", ha annunciato il ministro, intervenendo in mattinata su i-Télé.

Dall'inizio del mandato di Hollande, nel 2012, oltre 500.000 persone senza attività si sono iscritte all'ufficio di collocamento, che conta ormai 3,4 milioni di senza lavoro. Una cosa mai vista. Eppure, secondo i dati del ministro del Lavoro, ci sarebbero 350.000 posti vacanti. Per lui, Pôle emploi deve dunque aumentare il numero di "convocazioni e verifiche".

Parole che hanno scatenato la furia dei sindacati. "Sono sconvolto", ha reagito il numero uno dellla CFDT, Laurent Berger, secondo cui le parole del ministro sono "scandalose" e rischiano di "stigmatizzare" l'intera categoria dei disoccupati. Eric Aubin, membro della direzione della CGT, deplora che "l'unica soluzione trovata dal governo per ridurre la disoccupazione" sia "sanzionare i disoccupati".

Aubin deplora inoltre che il governo socialista riprenda in mano gli stessi argomenti dell'ex presidente di destra, Nicolas Sarkozy. "Sbalordito" Force Ouvrière, il sindacato della gauche. Ma l'uscita di Rebsamen irrita anche alcuni membri del governo. "Non è la soluzione", avverte il segretario di Stato alle riforme, Thierry Mandon.

Mentre il segretario socialista ritiene che le parole di Rebsamen non siano "pertinenti". "È tempo di smettere di colpevolizzare i disoccupati e intrattenere il mito della disoccupazione volontaria", sottolinea da parte sua il Parti de Gauche. "Nel 2012, quando Sarkozy diceva le stesse cose di Rebsamen - osserva invece il Partito comunista - Hollande chiedeva di "non prendersela con i più deboli".

Dal 2008, i doveri degli iscritti al collocamento sono iscritti nella legge dello Stato. In particolare, essi debbono "effettuare atti positivi e ripetuti di ricerca di un posto di lavoro" e "accettare le offerte ragionevoli". "Il rifiuto, per due volte, senza motivi legittimi, di un'offerta di lavoro ragionevole" comporta la sospensione dei sussidi per due mesi.

In serata, Rebsamen ha tentato di spegnere il fuoco: "Non volevo affatto condannare i disoccupati", ma solo "ricordare la legge" e "rafforzare i controlli". "Proprio non capisco questo polverone mediatico", ha concluso. Hollande si tiene alla larga e preferisce non commentare.

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