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Poliziotti bloccano l'entrata della stazione di Marsiglia

KEYSTONE/AP/CLAUDE PARIS

(sda-ats)

Torna il terrore in Francia, ma stavolta nel mirino non ci sono gendarmi e poliziotti. Gli obiettivi sono due ragazze, 17 e 20 anni, fuori dalla stazione di Marsiglia.

L'assassino, non radicalizzato né noto per fatti di terrorismo ma delinquente abituale ha tagliato la gola alla prima appena fuori dalla stazione di Saint-Charles, ha abbozzato una fuga, poi è tornato e ha pugnalato l'altra.

Quando ha visto una pattuglia di militari si è gettato contro di loro gridando "Allah Akbar", ma il primo soldato che ha estratto l'arma lo ha abbattuto con due colpi. C'è un alone di mistero ancora questa sera su questo "atto barbaro", come l'ha definito il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron.

A Marsiglia erano le 13.45, la stazione era affollatissima come sempre la domenica quando - in pochi secondi - si svolge la violentissima azione. Le videocamere inquadrano l'uomo, seduto, immobile su una panchina della stazione, concentrato. All'improvviso si alza e si scaglia contro la prima vittima. Poi, fugge, torna e attacca l'altra. Usa sempre un grosso coltello da macelleria, ma quando i poliziotti perquisiranno il cadavere gli troveranno addosso un altro coltello.

Nessun dubbio, quindi, che si sia recato a Saint-Charles per colpire. Fra le grida della gente e il fuggi fuggi generale, una pattuglia del dispositivo antiterrorismo Sentinelle individua l'assassino che si getta con il coltello sui militari. Uno di loro estrae l'arma d'ordinanza e gli spara per due volte.

Ad alimentare gli interrogativi, c'è anche la comparsa del ministro dell'Interno, Gerard Collomb, davanti alle telecamere. Nonostante l'inchiesta sia stata affidata alla procura antiterrorismo, Collomb ha sottolineato che "potrebbe trattarsi" di un attentato terroristico.

Non ha comunicato i nomi delle vittime, non si è sbilanciato sull'assassino, che è stato ampiamente identificato. Ha fra i 30 e i 35 anni, aspetto nordafricano, pregiudicato per delinquenza comune, reati come scippi, furti, spaccio di stupefacenti, arrestato almeno una decina di volte. Ma non uno sprovveduto, né un improvvisatore: in vari paesi del Maghreb, ogni volta che la polizia l'ha fermato, lui ha fornito generalità e documenti diversi, sette identità per la precisione. Mai, però, era stato schedato come a rischio radicalizzazione.

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SDA-ATS