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Il presidente dell'associazione L'Arche de Zoè, Eric Breteau e la sua compagna Emilie Lelouch, sono stati condannati oggi a due anni di carcere e arrestati in aula, per aver tentato di portare in Francia dal Ciad 103 bambini, presentandoli come orfani della guerra del Darfur.

Gli altri quattro imputati dell'associazione sono stati condannati a se mesi e un anno di carcere con la condizionale nel processo che si è svolto dal 3 al 12 dicembre al tribunale di Parigi. L'Arche de Zoè è stata sciolta.

Breteau e la compagna, che non erano stati presenti in aula al processo, si sono presentati oggi e sono usciti accompagnati dai gendarmi che li hanno arrestati sul posto per ordine del tribunale. Non sono apparsi sorpresi dalla decisione, al punto che avevano portato con loro borse con gli effetti personali.

Lo scandalo dell'operazione Arche de Zoè venne alla luce il 25 ottobre 2007, quando l'imbarco di 103 bambini che esibivano false bende per simulare ferite in guerra fu bloccato dalle autorità ciadiane. Erano già pronti a salire su un aereo appositamente noleggiato e diretto in Francia.

La coppia e i quattro altri volontari dell'associazione furono condannati in Ciad ad otto anni di lavori forzati per tentato rapimento di bambini, una pena poi commutata in anni di carcere. Furono poi graziati dal presidente Idriss Deby a fine marzo 2008 ma in Francia furono accolti da altre accuse. Avevano infatti raggirato decine e decine di famiglie desiderose di adottare con il miraggio degli 'orfani del Darfur'. I piccoli, in realtà, erano quasi tutti ciadiani ed avevano almeno un genitore in vita.

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SDA-ATS