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Morale sotto i tacchi e disoccupazione alle stelle, nel mirino dell'Isis e alle prese con un malessere sociale ormai dilagante: da oggi la Francia alle prese con il proprio declino è anche un Paese in cui si nasce di meno e si muore di più.

L'aspettativa di vita è tornata quella del 1969. "Non c'è da allarmarsi - ripetono le tv dopo la raffica di dati negativi - è soprattutto colpa dell'epidemia di influenza".

Era trascorso solo qualche mese dal Maggio Sessantotto quando la Francia fece segnare per l'ultima volta una diminuzione dell'aspettativa di vita. Oggi l'Insee ha chiuso quella parentesi positiva durata 47 anni ed ha aggiunto che "il numero dei decessi tocca il suo punto più alto dal dopoguerra".

Un 2015 che non soltanto è stato insanguinato dal terrorismo, ma che per i francesi resterà come uno dei peggiori. Le cifre dell'Istituto di demografia sono senza appello: nell'annus horribilis sono morti 600'000 francesi, 41'000 in più rispetto al 2014, un balzo nel negativo che ha sorpreso anche la capodivisione degli studi demografici dell'Insee, Marie Reynaud, il volto oggi che si è più speso sugli schermi tv per tranquillizzare la popolazione: "tre episodi di natura sanitaria sono chiamati in causa - spiega - la canicola del mese di luglio, con 2'000 morti in più rispetto all'anno prima.

Poi l'ondata di freddo di metà ottobre, probabilmente responsabile da sola di 4'000 morti". Ma soprattutto - aggiunge la Reynaud - "i tre primi mesi dell'anno, con 24'000 decessi in più rispetto al 2014", causati a quanto sembra dall'epidemia di influenza durata 9 settimane.

I demografi spiegano che l'inadeguatezza del vaccino anti-influenzale della scorsa stagione è stato all'origine di un'impennata dei morti in tutta Europa, Italia compresa. Per la corrente dei demografi più "puristi", quello che provoca un aumento del genere dei morti non sono tanto il caldo, il freddo o i virus, quanto il numero maggiore di persone molto anziane, diventate molto fragili e maggiormente esposte a questo tipo di rischi.

Resta il fatto incontrovertibile che, alla nascita, un uomo oggi in Francia può sperare di vivere 0,3 anni in meno rispetto all'anno scorso, e una donna 0,4. Il calo fissa a 78,9% la speranza di vita dei maschi e a 85 delle femmine. Un fatto che non avveniva da anni, se non episodicamente per le donne, più esposte in quanto più numerose nelle età più avanzate.

Certo, la tendenza si misura sulla lunga durata e sugli ultimi 10 anni la Francia mantiene medie confortanti, con la vita che aumenta in media di due mesi all'anno. A far dubitare però di queste spiegazioni tranquillizzanti c'è anche il calo della natalità sotto la soglia psicologica degli ormai famosi due figli per ogni donna che faceva della Francia il Paese europeo più fecondo insieme all'Irlanda. Ormai le donne francesi hanno 1,96 figli ciascuna, livello rispettabilissimo anche se in discesa. Una tendenza, questa, dovuta anche allo spettacolare aumento dell'età dei parti, diventata in media di 30,4 anni rispetto ai 29,6 di soltanto 10 anni fa.

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SDA-ATS