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La Francia dà la caccia a "quattrocento obiettivi", individuati come potenziali terroristi "dai servizi segreti" e sospettati di far parte di "cellule dormienti, affiliati o collegati a organizzazioni del genere di Al Qaida, che possono colpire come i fratelli Kouachi". Lo afferma il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve, in un'intervista all'Associated Press.

Il passaggio più difficile della sorveglianza, spiega Cazeneuve, è capire quando un soggetto radicalizzato sta per decidere di passare all'azione. "Quando ci sono terroristi che mantengono un basso profilo per anni e all'improvviso decidono di agire - dice- o per obbedire a un ordine di un'organizzazione terrorista più ampia come Al Qaida o di propria iniziativa, bisogna essere in grado di monitorarli a lungo termine".

In questo, sistemi di controllo del comportamento sul web dei soggetti a rischio può aiutare: "Il 90% di quelli che commettono atti terroristici lo fanno dopo aver regolarmente consultato siti o blog che incitano al terrorismo", dice il ministro, che si recherà domani negli Stati Uniti per incontrare rappresentanti delle grandi aziende del web, come Facebook, Twitter, Apple e Google, e chiedere il loro aiuto nella caccia agli estremisti. La Francia insiste perché il materiale di propaganda jihadista online sia trattato dalla legislazione internazionale come la pedopornografia. "Istigare l'antisemitismo, esaltare crimini e omicidi, spingere all'uccisione di ebrei o giornalisti, non è una questione di libertà di espressione - argomenta Cazeneuve - è un atto criminale".

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SDA-ATS