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Media e 007 francesi sotto accusa a quasi tre mesi dagli attentati terroristici alla redazione di Charlie Hebdo e al supermercato kosher che provocarono a gennaio la morte di 17 persone a Parigi.

Il legale di un gruppo di ex ostaggi del terrorista Amedy Coulibaly nell'Hyper Casher della Porte de Vincennes ha sporto denuncia contro la rete all news Bfm Tv, accusata di avere messo in pericolo la vita dei suoi clienti rivelando, durante la diretta del sequestro, che c'era qualcuno nascosto nella cella frigorifera del negozio.

"La divulgazione della presenza di quelle persone nascoste, quando il sequestro era ancora in corso, è un errore che non può restare impunito, soprattutto perché si sapeva bene che il terrorista guardava quel canale - spiega l'avvocato degli ex ostaggi, Patrick Klugman -. Una notizia, anche se esatta, non deve mettere in pericolo delle vite".

La procura di Parigi ha aperto un fascicolo sulla vicenda, per ora a carico di ignoti, e affidato le indagini alla brigata per la repressione della violenza contro le persone della polizia. Bfm non ha al momento voluto fare commenti, anche se qualche giorno dopo in tv il direttore Hervé Beroud aveva ammesso che quella frase "inopportuna" era stata "un errore".

Nella sua denuncia il legale fa appello alla legge sulla libertà d'espressione che impone "il rispetto della dignità della persona umana e la salvaguardia dell'ordine pubblico". Per Klugman, "queste garanzie non sono state rispettate".

Mettere in pericolo la vita di terze persone è un reato punito fino a un anno di prigione e 15.000 euro di multa. Nei mesi scorsi anche il Consiglio superiore dell'audiovisivo di Francia (Csa) aveva sanzionato alcuni media per mancanze deontologiche durante la copertura degli eventi relativi all'attacco.

E "Le Monde" attacca i servizi pubblicando oggi il contenuto di un'intercettazione che dimostra come i fratelli Kouachi, autori della strage a Charlie Hebdo, fossero già noti agli 007, ma non fossero sorvegliati. "Non si tratta di sapere se gli attentati potevano essere sventati - scrive il giornale - ma di valutare la natura esatta degli errori commessi. E di rimettere in discussione la versione ufficiale presentata all'indomani dei fatti".

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SDA-ATS