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Il presidente francese Emmanuel Macron.

KEYSTONE/EPA POOL/ETIENNE LAURENT / POOL

(sda-ats)

Poco meno di due anni dopo gli attentati del novembre 2015, che provocarono 130 morti a Parigi, finisce lo stato d'emergenza in Francia.

Come previsto dalla sesta proroga, alla mezzanotte di mercoledì sarà l'arsenale della nuova legge antiterrorismo a sostituire le leggi eccezionali.

Il presidente, Emmanuel Macron, ha voluto sottolineare l'importanza del momento firmando la promulgazione in diretta tv.

"Questa legge - ha detto Macron dal suo ufficio all'Eliseo - ci permetterà di uscire dallo stato d'emergenza a partire dal 1 novembre, pur continuando a garantire pienamente la sicurezza dei nostri cittadini".

Al centro del controverso testo, frutto di una lunga battaglia in Parlamento, c'è il rafforzamento ormai definitivo dei poteri delle autorità amministrative - prefetti e ministro dell'Interno in primo luogo - che avranno poteri come l'imposizione dell'obbligo di risiedere non più in un'abitazione ma in un determinato perimetro di un comune, compiere perquisizioni, chiudere un luogo di culto o fare controlli d'identità nei pressi delle frontiere. Il tutto, a differenza di quanto previsto fino a due anni fa, senza autorizzazione giudiziaria, ad eccezione delle perquisizioni.

C'è voluto un "dibattito ricco e nutrito", ha ammesso il capo dello Stato, e la legge - alla quale si è duramente opposta la sinistra, in particolare quella di Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise) - sarà valutata dall'insieme delle forze politiche dopo i primi due anni di applicazione.

Gran parte degli oppositori hanno sottolineato che molte delle norme che fanno parte della nuova legge sono più restrittive di quelle previste dallo stato d'emergenza. In particolare, allarga il perimetro dei controlli di identità nelle zone di confine ai dintorni degli aeroporti, dei porti e delle stazioni ferroviarie. Anche il potere dei prefetti di decidere autonomamente la chiusura dei luoghi di culto non faceva parte delle disposizioni dello stato d'emergenza.

Fra le novità, la creazione di un nuovo reato, espressamente previsto da un emendamento: quello per i genitori di incitamento nei confronti dei propri figli a partire verso zone di guerra e a commettere atti terroristici. Il reato prevede pene fino a 15 anni di reclusione più la revoca dell'autorità parentale.

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SDA-ATS