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Francia, gauche si spacca sul dopo-Charlie

A quattro mesi esatti dall'attentato che ha decimato la sede di Charlie Hebdo, in Francia scoppia un polverone sul cosiddetto spirito dell'11 gennaio, lo slancio fraterno e repubblicano che quel giorno portò oltre quattro milioni di persone in piazza.

Ad accendere le polemiche e la secca reazione del premier Manuel Valls, è l'ultimo libro di uno dei maggiori intellettuali della gauche, Emmanuel Todd, dal titolo "Qui est Charlie? Sociologie di une crise religieuse". Nel volume, da oggi nelle librerie di Francia, lo storico e demografo francese sferra un duro attacco contro la retorica legata allo "spirito dell'11 gennaio" bollando quella giornata di comunione nazionale come "una vera e propria impostura".

Già nei mesi scorsi, furono in molti a far timidamente osservare che "una parte della Francia non era presente" ai cortei dell'11 gennaio. Todd sembra solo gridarlo più forte e in modo più documentato. Quel giorno, puntualizza l'intellettuale-demografo nel suo ultimo libro, "si è trattato prima di tutto di affermare un potere sociale, una dominazione".

Quella della "Francia bianca", delle classi medie e superiori scese in strada per "affermare come bisogno prioritario il diritto di sputare sulla religione dei deboli", l'Islam. Di qui, l'analisi della profonda "crisi religiosa" di una nazione segnata da un "cattolicesimo zombie" che nella comunione laica "mente a se stessa".

Insomma, insiste il sessantaquattrenne francese, figlio di una famiglia di "bourgeois-bohème", lo spirito unitario dell'11 gennaio fu una "vera e propria impostura": da quei cortei rimasero fuori le frange più disagiate della società, a partire appunto dai musulmani delle banlieue.

Puntando il dito contro le sue "caricature offensive", Todd attacca anche la redazione di Charlie Hebdo. Parole che hanno scatenato la reazione di Manuel Valls. "No, la Francia dell'11 gennaio non è un'impostura", ha replicato oggi il primo ministro, sulle colonne del quotidiano Le Monde, lanciando un forte appello contro la tentazione del "declino" e il "pessimismo generalizzato".

"Contrariamente a ciò che ci vogliono far credere - continua Valls nel lungo intervento su Le Monde - (l'11 gennaio, ndr.) è stato un movimento spontaneo, popolare, venuto dai cittadini stessi". E ancora: "Una mobilitazione senza precedenti, un gigantesco slancio di fraternità". Quel giorno, "La Francia si è ritrovata forte e fiera, quella forza non deve spegnersi", avverte il capo del governo, chiedendo ai connazionali di rinnovare la "fiducia nell'ideale repubblicano".

Al dibattito che infiamma la Francia, non poteva mancare la voce di Charlie Hebdo. "Anti-Charlie di tutto il mondo, unitevi!", titola ora il settimanale, riferendosi al tempo stesso alle critiche interne di Todd e seguaci e a quelle giunte dagli Stati Uniti, dove una fronda di scrittori anglosassoni ha deciso di boicottare il gala del Pen American Center. Motivo? Protestare contro la decisione della società letteraria americana di assegnare il premio per la libertà d'espressione al settimanale parigino devastato dall'odio jihadista.

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