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François Hollande

KEYSTONE/AP/FRANCISCO SECO

(sda-ats)

Sbarrare la strada ai candidati delle ali estreme, non solo Marine Le Pen, ma anche Jean-Luc Mélenchon, il leader della France Insoumise (sinistra alternativa) che segna un spettacolare progressione nei sondaggi.

A dieci giorni dal primo turno del 23 aprile, il presidente francese, François Hollade, spezza il silenzio. E mette in guardia i connazionali da quello che Le Monde definisce un "pericolo populista".

L'ipotesi di un ballottaggio tra Mélenchon e Le Pen non è più fantapolitica. E il presidente uscente cerca di correre ai ripari, anche se un sostegno esplicito a Emmanuel Macron rischierebbe di danneggiare il candidato di En Marche. Nei sondaggi i margini si restringono. E l'ipotesi di un ballottaggio Mélenchon-Le Pen intimorisce anche i mercati con l'innalzamento dei tassi sul debito pubblico transalpino.

Senza spingersi fino a chiedere esplicitamente un voto per il candidato Macron, il capo dello Stato sembra invece aver definitivamente scaricato il candidato socialista (e almeno sulla carta compagno di partito) Benoit Hamon, ormai sotto alla soglia del 10% nelle intenzioni di voto.

Intervistato da Le Point, Hollande deplora che nella campagna presidenziale "l'emotività" stia prevalendo sulla "ragione" e le questioni di fondo. "Dietro alle semplificazioni e alle falsificazioni c'è un pericolo: quello di assistere allo spettacolo del tribuno politico piuttosto che al contenuto del suo testo", dice riferendosi a Mélenchon, le cui capacità oratorie stregano la Francia. Tra i francesi "può esistere la tentazione di neutralizzare i favoriti dello scrutinio", avvertono all'Eliseo, spiegando in questo modo la spettacolare impennata nei sondaggi del candidato anti-Europa della France Insoumise (18-19%) che intimorisce i mercati al pari di Marine Le Pen.

"Questa campagna sa di marcio", ha detto in privato Hollande, ormai sul punto di lasciare l'Eliseo. A una domanda su Macron, il presidente dice di non averlo scoraggiato quando lui gli annunciò, ormai un anno fa, di voler costituire un proprio movimento politico. Promessa mantenuta, con la creazione di En Marche.

"Considero che la politica abbia bisogno di rinnovamento", ha detto, ritenendo la scommessa di Macron "audace". Almeno prima dei risultati del 23 aprile, Hollande non può e non intende in alcun modo schierarsi a favore del suo ex ministro dell'Economia, anche perché - osservano i commentatori in tv - non è affatto certo che un endorsement del presidente possa giovare al candidato di En Marche. Peggio. Rischierebbe di essere un clamoroso errore. "Il presidente sa che chiedere di votare per Macron al primo turno potrebbe rivelarsi controproducente - dice un suo conoscente - ma tra i due turni vorrà pesare nella battaglia".

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SDA-ATS