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Dopo le stragi vola nei sondaggi il Front National di Marine Le Pen. Alla vigilia del voto regionale del 6 e 13 dicembre, l'acciaccata maggioranza socialista spera però di limitare i danni.

Confida in improbabili benefici tratti dal recente aumento di popolarità del presidente François Hollande. Mentre la destra neogollista di Nicolas Sarkozy (Les Républicains) cerca a fatica di riposizionarsi, tra l'imperativo di unità nazionale e la necessità di continuare ad opporsi all'attuale esecutivo.

Una cosa è certa: l'impatto degli attentati ha radicalmente modificato toni e contenuti della campagna elettorale che ieri, dopo dieci giorni di sospensione, si è ufficialmente riaperta. Anche se la maggioranza attenderà il solenne omaggio alle 130 vittime degli attentati, venerdì sull'Esplanade des Invalides, per rientrare in corsa.

Nella République in stato d'emergenza gli ordini di scuderia sono sobrietà e massima discrezione. Finiti gli scontri frontali e le polemiche al veleno. Quasi tutti i candidati, anche nel Front National, ne sono consapevoli. A undici giorni dal massacro degli innocenti gli elettori sotto shock nutrono solo tre grandi preoccupazioni: sicurezza, sicurezza e sicurezza. Trasporti, scuola, imposte locali: tutti i temi tipici dello scrutinio regionale sono stati spazzati via dallo tsunami jihadista. Ed è proprio la paura a rafforzare le posizioni della destra estrema di Marine Le Pen che oggi adotta i toni moderati della grande statista.

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SDA-ATS