Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il dottor Nicolas Bonnemaison, accusato di aver provocato la morte di sette pazienti in stato terminale, è stato prosciolto oggi dalla giustizia francese. È il verdetto del tribunale di Pau (sud-ovest della Francia). La lettura della sentenza della Corte di Assise di Pau è stata seguita da lunghi applausi in aula. La moglie di una delle vittime è scoppiata a piangere.

Il medico dell'ospedale di Bayonne, 53 anni, era accusato di aver "avvelenato" sette pazienti in fin di vita, somministrando loro grandi dosi di sedativo e farmaci e provocando la loro morte. I fatti si sono svolti tra il 2010 e il 2011.

È una decisione "incredibile", ha osservato il legale di Bonnemaison, Benoit Ducos-Ader, che "obbligherà i politici ad intervenire più rapidamente" per riformare la legislazione in vigore sul fine vita. Ora il suo cliente è "sollevato", ha aggiunto.

Il medico rischiava l'ergastolo ma, dopo undici giorni di dibattito, contro di lui erano stati chiesti solo cinque anni di reclusione, con un'eventuale condizionale su tutto il periodo. "Non può essere considerato un assassino nel senso comune del termine", aveva osservato l'avvocato dell'accusa, Marc Mariée.

Questa mattina, prima che i giudici si riunissero per deliberare, Bonnemaison ha detto: "ho agito da medico fino all'ultimo. Fa parte dei doveri del medico accompagnare i pazienti fino alla fine".

Il verdetto di oggi arriva mentre in Francia è ancora viva l'emozione per la sorte di Vincent Lambert, il 39enne tetraplegico che vive in stato vegetativo da sei anni e per il quale il Consiglio di Stato ha concesso ieri l'interruzione delle cure. Ma la Corte europea dei diritti umani, su richiesta dei genitori di Lambert, hanno chiesto alla Francia di sospendere la sentenza, nell'attesa che i giudici di Strasburgo studino a loro volta il caso.

SDA-ATS