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Moussa Coulibaly, l'aggressore dei tre militari di guardia davanti a un sito ebraico di Nizza, accusa il presidente François Hollande di aver lanciato i raid aerei contro le postazioni dello Stato islamico (IS) in Iraq: è quanto rivela la radio francese RTL. Ieri, il trentenne di origini maliane è stato trasferito da Parigi a Nizza per proseguire il fermo giudiziario.

Secondo fonti vicine all'inchiesta, dopo essere rimasto a lungo in silenzio, Moussa Coulibaly ha già espresso ieri il suo "odio verso la Francia, la polizia, i militari, gli ebrei". La sua ex legale, Caroline Laskar, ha parlato di "un uomo freddo, determinato, senza il minimo pentimento e completamente indifferente a ciò che rischia" in termini giudiziari.

Nell'Hotel Azuerea, l'albergo nei pressi della stazione di Nizza dove alloggiava prima di aggredire militari, ferendoli lievemente, gli inquirenti hanno trovato una preghiera scritta di suo pugno rivolta ad Allah. Il fermo di Coulibaly, che potrebbe aver agito in modo completamente isolato, può durare fino a 96 ore nel quadro dell'indagine per tentato omicidio affidate all'antiterrorismo. Nonostante l'omonimia, l'uomo non avrebbe alcun legame di parentela con Amédy Coulibaly, uno dei tre jihadisti delle stragi di inizio gennaio a Parigi.

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SDA-ATS