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Francia: no ad accordi fiscali con la Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 novembre 2011 - 18:10
(Keystone-ATS)

La Francia rafforzerà le misure contro la frode fiscale, aumentando da tre a dieci anni le scadenze di prescrizione sugli averi non dichiarati depositati all'estero: lo ha dichiarato la ministra del budget Valérie Pécresse, escludendo peraltro la possibilità che Parigi possa concludere "accordi specifici" con la Svizzera.

"Lo dico chiaramente: non vogliamo intavolare discussioni sul dispositivo proposto dall'associazione dei banchieri svizzeri", perché ciò ci obbligherebbe "a venir meno ai nostri principi".

Con questo dispositivo, ha detto la Pécresse, "i contribuenti non sarebbero nemmeno tenuti a dichiarare i conti che possiedono in Svizzera" e la fiscalità francese, "che si tratti dell'imposta di solidarietà sui patrimoni o dei diritti di successione, non potrebbe essere applicata".

Il governo francese, che in un primo tempo aveva lasciato la porta aperta ad accordi bilaterali sul modello di quanto la Svizzera ha negoziato con Germania e Gran Bretagna, ha quindi fatto definitivamente marcia indietro. L'allungamento delle scadenze di prescrizione, ha ancora aggiunto la ministra, farà sì che il tempo, invece di essere un nemico, diventerà un "alleato dell'amministrazione fiscale".

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