Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La Francia ha raggiunto un nuovo record di sovrappopolazione carceraria, con 68.859 detenuti al primo aprile 2014, nonostante i giudici condannino sempre meno spesso alla prigione.

Attualmente, secondo statistiche pubblicate dal quotidiano Le Figaro, solo nel 51% dei casi in cui i reati prevedono la possibilità di pena detentiva, i magistrati transalpini decidono di infliggerla. Inoltre, il 30% delle volte la condanna alla prigione è commutata in libertà condizionale, quindi solo il 21% delle volte si finisce davvero in galera.

Questo apparente paradosso, spiega l'esperto Pierre-Victor Tournier al Parisien, è "principalmente spiegato da un allungamento delle pene: non si manda più in carcere, ma si resta in prigione più a lungo". Altri fattori che incidono, l'aumento della popolazione (che sempre secondo Tournier potrebbe incidere per quasi un terzo sull'aumento del numero di detenuti) e "la massificazione dell'attività penale", ovvero l'incessante aumento dei numeri di denunce e dei casi che effettivamente finiscono in tribunale, che in base ai dati del sindacato della magistratura sono raddoppiati tra il 1996 e il 2012.

SDA-ATS