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Con lo zelo mostrato sulle riforme e un impegno ad aumentare il ritmo di riduzione del deficit strutturale, la Francia potrebbe aver convinto la Commissione europea a concederle tre anni in più per fare ordine nei suoi conti pubblici. Secondo Les Echos, che cita fonti a Bruxelles, per il governo di Parigi "il terreno è in gran parte sminato", e "la prospettiva di sanzioni pare scartata".

A convincere la Commissione, spiega il giornale, sarebbe stata in primo luogo una lettera inviata dal ministro delle Finanze Michel Sapin, che a nome dell'esecutivo si impegna ad aumentare lo sforzo di riduzione del deficit strutturale per quest'anno dallo 0,3% allo 0,5%, e a realizzare un altro 0,5% nel 2016. È piaciuta inoltre la decisione di forzare la mano sulla legge "sblocca economia", che porta la firma del ministro Emmanuel Macron, imponendone l'adozione all'Assemblea Nazionale con "l'impegno di responsabilità" sul testo, meccanismo simile al voto di fiducia in Italia.

Inizialmente, in base agli accordi con i partner europei, la Francia avrebbe dovuto riportare il suo deficit al di sotto del 3% entro fine 2015. L'esecutivo guidato da Manuel Valls, però, l'estate scorsa aveva annunciato l'impossibilità di raggiungere quell'obiettivo, a causa della congiuntura economica sfavorevole in cui, argomentava il Premier, imporre nuove misure di austerità avrebbe stroncato sul nascere i segni di ripresa. Le nuove previsioni incluse nella manovra finanziaria prevedevano un ritorno sotto il 3% solo nel 2017.

La Commissione si era inizialmente mostrata molto critica su questa presa di posizione, arrivando anche a minacciare sanzioni a Parigi per la violazione delle regole del patto di stabilità. Ora, però, la posizione si sarebbe ammorbidita, e anzi, sempre secondo Les Echos, Bruxelles sarebbe addirittura pronta a concedere alla Francia un anno in più di rinvio, fino al 2018, considerando che il 2017 sarà un anno di elezioni, quindi "poco propizio ai sacrifici" in materia di conti pubblici. La decisione non è ancora stata presa definitivamente, precisa il giornale, ma "le priorità sono chiaramente cambiate: gli attentati a Parigi, la crisi greca, le difficoltà in Ucraina, non è più ora di cavillare su delle virgole quando c'è la voglia di riforme".

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SDA-ATS