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Francia: Sarkozy, governo, contro giudici strategia del complotto

All'indomani della sfuriata contro i giudici di Nicolas Sarkozy, interviene anche il governo di François Hollande. "È una strategia del contrattacco che ben conosciamo", ha commentato il portavoce dell'esecutivo socialista, Stéphane Le Foll, commentando l'intervento di ieri sera in tv dell'ex inquilino dell'Eliseo, iscritto nel registro degli indagati per corruzione attiva, traffico di influenza e violazione del segreto istruttorio. Accuse molto gravi per Sarkozy, che prevedono fino a dieci anni di prigione e l'ineleggibilità.

Parlando a nome del governo, Le Foll ha anche denunciato "la violenza degli attacchi" di Sarkozy che - ha aggiunto - "non ci stupisce".

All'indomani dell'incriminazione, l'ex presidente ha concesso un'intervista a TF1 e radio Europe 1 per denunciare la "strumentalizzazione politica di una parte dei magistrati". "È scandaloso. Contro di me sono stati usati metodi indegni". E ancora: "Mi vogliono umiliare, bloccare, diffamare".

Dopo 15 ore di fermo, martedì scorso, le due magistrate che lo marcano stretto, Patricia Simon e Claire Thépaut gli hanno notificato ipotesi di reato gravissime. "Grottesche", ha replicato lui, scuro in volto, nell'intervento di ieri sera in tv, dicendosi "profondamente scioccato" per l'atteggiamento delle toghe.

Nonostante il 'Sarko-show' televisivo, il 63% dei francesi ritiene che l'ex presidente debba rispondere alla giustizia "come tutti gli altri" e non è vittima di alcun complotto. Mentre per il 52% le sue spiegazioni in tv non sono state convincenti.

Ieri, il neogollista ha soprattutto messo in discussione l'imparzialità politica di una delle magistrate che indaga su di lui, Claire Thépaut, iscritta al Syndicat de la Magistrature (SM), un organismo che nelle presidenziali del 2012 si era schierato con il fronte anti-Sarko.

Non sono tardate le reazioni indignate dello stesso SM e di Chantal Arens, presidente del tribunale di Parigi, nonché 'capo' delle due magistrate che hanno messo sotto inchiesta Sarkozy. "L'indipendenza giurisdizionale è una condizione essenziale della democrazia", ha tuonato la Arens, le cui dichiarazioni pubbliche sono rarissime. Stessa linea a gauche. Claude Bartolone, presidente socialista dell'Assemblea Nazionale, ha accusato l'ex capo dello Stato di "maltrattare" la Republique.

Intanto, a Parigi, c'è chi scommette che Sarkozy farà di tutto per cercare di tornare nell'arena politica e riprendersi la leadership del partito, anche per contrastare da una posizione di potere i suoi guai giudiziari. "Vi sembra normale che si continuino le intercettazioni su un ex-capo dello Stato che domani potrebbe avere responsabilità politiche?", ha detto ieri sera in tv, lasciando planare l'ipotesi di un ritorno. Poi, alla domanda se intendesse riprendere la politica, magari per conquistare la presidenza dell'Ump, ha annunciato una risposta "tra fine agosto e inizio settembre", dopo un periodo di "riflessione" estiva. "Amo appassionatamente il mio Paese e non mi scoraggio davanti alle villanie e alle manipolazioni politiche", ha tagliato corto l'ex presidente, più agguerrito che mai contro quella che ritiene una magistratura politicizzata.

Alcuni osservatori, vedono il segno di una discesa in campo anche nel suo look. Ieri, per la prima volta, Sarkozy si è tagliato quella barbetta leggermente incolta che portava da quando aveva lasciato la politica attiva. "È il segno che tornerà", commentano gli esperti.

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