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PARIGI - Due turni elettorali disastrosi, un "terzo turno sociale" oggi con scioperi e manifestazioni, il rimpasto che non convince e una strada tutta in salita: per il governo francese la primavera è ancora lontana. Sarkozy prova a ricompattare ministri e partito, ma le falle si aprono a ripetizione. La più vistosa di oggi è il dietrofront sulla carbon tax, che spacca il governo.
Chantal Jouanno, la ministra dell'Ecologia karateka alla quale il gossip preelettorale attribuiva una storia con il presidente, si è detta "disperata" per il voltafaccia del governo sulla tassa Verde che in più era stata sbandierata dall'Eliseo come fiore all'occhiello.
"Sono disperata perché vince l'eco-scetticismo", si è lamentata la Jouanno, che il toto-rimpasto dava fino a ieri come una delle possibili promosse. Francois Fillon ha sotterrato l'imposta che stabiliva - all'avanguardia in Europa - il contributo per il settore clima-energia perché, avrebbe detto a porte chiuse ai colleghi, si rischia di "punire la competitività" delle imprese francesi se il resto d'Europa non fa altrettanto.
E' il secondo segnale di debolezza della maggioranza di governo dopo la spallata di domenica. Il primo era stato il rimpasto di ieri, che ha avuto scarso impatto all'esterno ed è servito solo per invitare nel governo un fedele di de Villepin, uno chiracchiano e un centrista, tre rappresentanti degli alfieri della guerriglia interna contro Sarkozy.
Occhi puntati da oggi su Woerth, il nuovo ministro del Lavoro diventato l'uomo della provvidenza, colui che dovrà condurre in porto una nave così malmessa attraverso la strada più difficile, quella della riforma delle pensioni, una specie di tabù in Francia. Ma per questo ci sarà tempo, intanto si aspetta per domani una dichiarazione pubblica di Sarkozy al termine del Consiglio dei ministri. Il presidente, finora muto dopo i risultati elettorali, dovrà dare la linea ai suoi spiegando ai francesi cosa resta del suo ambizioso progetto.
Oggi, intanto, centinaia di migliaia di francesi sono in piazza per una giornata di mobilitazione convocata dai sindacati proprio contro la riforma delle pensioni e i tagli nel settore pubblico e nel privato. I cortei sono piuttosto consistenti per lo standard francese, i disagi scarsi se si eccettuano treni e scuole. A Parigi la manifestazione organizzata dal sindacato ha radunato 60.000 persone (30.000 secondo la polizia), mentre nel resto della Francia sarebbero scesi in piazza circa mezzo milione di lavoratori (le cifre delle forze dell'ordine sono di circa la metà).
In casa dei vincitori, nel Partito socialista, festa con tutti i presidenti di regione eletti ospiti del segretario Martine Aubry. Un evento un po' offuscato dall'assenza, che tutti hanno notato e qualcuno ha criticato, di Segolene Royal, trionfatrice nella sua regione, il Poitou-Charentes. La ex pretendente all'Eliseo ha promesso però di fare un salto stasera nel ristorante dove i socialisti festeggiano la vittoria.

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SDA-ATS