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Francia: Sarkozy, paese non può essere ostaggio

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2010 - 14:27
(Keystone-ATS)

PARIGI - Chi si mobilita contro la riforma delle pensioni in Francia "non ha il diritto di prendere in ostaggio, nella vita quotidiana, delle persone che non c'entrano niente", attraverso azioni come lo sciopero delle raffinerie o il blocco delle riserve di carburante. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, nel corso di una tavola rotonda nella regione Eure-et-Loir.
"Prendendo in ostaggio l'economia, le imprese e la vita quotidiana dei francesi, si distruggeranno i posti di lavoro. L'azienda che non avrà più gasolio, che non avrà più cemento per lavorare nelle infrastrutture pubbliche, che non potrà più avere forniture, sarà costretta a chiudere. E ancora una volta saranno i più poveri a pagare per gli altri". "Non possiamo essere il solo paese al mondo dove quando c'è una riforma, una minoranza vuole bloccare gli altri. Non è possibile - ha concluso il capo dell'Eliseo - questo non è democrazia".

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