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Alain Juppé guarda al centro e recupera posizioni, Nicolas Sarkozy si sposta a destra e perde terreno.

Per l'ex presidente - ridisceso in campo a fine agosto - la "luna di miele" con gli elettori è già finita. In meno di un mese il vantaggio accumulato si è dissolto e un sondaggio diffuso oggi dà il moderato Alain Juppé nettamente davanti a lui alle primarie di fine novembre.

A complicare la vita dell'ex capo dello stato, ci sono tutti i capitoli giudiziari rimasti aperti, i sospetti sui finanziamenti delle campagne elettorali - sia quella vittoriosa del 2007 sia quella perdente del 2012 - e da oggi anche il libro dell'ex consigliere Patrick Buisson.

Ex ideologo di estrema destra, Buisson è da anni una spina nel fianco di Sarkozy, che l'ha già definito "traditore". Nel suo libro in vendita da oggi - "La causa del popolo - Storia proibita della presidenza Sarkozy" - ne racconta di cotte e di crude. creando nuovo imbarazzo nel clan del leader dei Republicains.

Juppé, sul quale convergerebbero i voti dei centristi dell'UDI, che vedono nell'ex primo ministro di Jacques Chirac l'uomo moderato più vicino alla loro sensibilità, raccoglie anche simpatia nella gauche delusa da Hollande. Tanto che un'inchiesta dei giorni scorsi quantificava nel 10% dei votanti alle primarie della destra del 20 e 27 novembre gli "infiltrati" di sinistra pronti a sabotare Sarkozy. Il sondaggio Sofres diffuso oggi, vede Juppé guadagnare 5 punti e toccare quota 39% e Sarkozy scendere al 33% (-1). Al secondo turno, non c'è battaglia, Juppé vincerebbe a mani basse.

Sul fronte delle rivelazioni, è il sito Mediapart ad annunciare che i magistrati avrebbero in mano un misterioso taccuino ritrovato sul corpo dell'ex ministro del Petrolio libico, Choukri Ghanem, ritrovato annegato nel Danubio nell'aprile 2012. Sul quaderno, usava appuntarsi e dettagliare tutti i movimenti di denaro importanti che passavano sotto i suoi occhi. E alla data del 29 aprile 2007 ci sarebbero tre versamenti destinati alla campagna presidenziale di Sarkozy. Se fosse vero e diventasse una prova, sarebbe un macigno sulle ambizioni e sul futuro politico dell'ex presidente.

Tante le rivelazioni di Buisson nel suo libro, la maggior parte al vetriolo ma fini a se stesse. Fra quelle più imbarazzanti, l'accusa di aver "fatto entrare orde di selvaggi" a Parigi per seminare "disordini" durante le manifestazioni contro il contratto primo impiego e mettere in difficoltà il suo acerrimo nemico a destra, l'allora primo ministro Dominique de Villepin.

Poi, il ruolo di Carla Bruni, una Première Dame che "andava molto oltre" le sue prerogative. Tutto, assicura Buisson, intervistatissimo in queste ore, accuratamente suffragato da registrazioni.

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SDA-ATS